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La protesta

Commercio: Calabria, sciopero festività fino al 6 gennaio

Woman shopping for groceries in supermarket
Foto: Kaspars Grinvalds / Adobe Stock
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Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil : "Lavoratori e lavoratrici in lotta per i propri diritti contribuiranno così a ridurre i consumi"

Nonostante la crisi energetica e le preoccupazioni espresse in maniera decisa e forte dal sistema delle imprese sembra assistere a un preoccupante scarico di responsabilità che non aiuterà di certo a risollevare la condizione di vita e sociale del nostro Paese. Nell’indifferenza della politica e delle istituzioni regionali, le organizzazioni sindacali del commercio e della distribuzione organizzata sono, per l’ennesima volta, costrette dal silenzio e dall’omissione di responsabilità delle parti a proclamare lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori per tutte le festività, a partire dal 1° novembre prossimo fino al 6 gennaio 2023.

"Avremmo gradito e auspicavamo un confronto di merito con la Regione Calabria per governare e determinare le azioni utili, come la chiusura dei grandi centri commerciali e dei punti vendita diffusi in tutto il territorio, al fine di ottenere un notevole risparmio energetico, oltre che garantire il giusto riposo alle lavoratrici e ai lavoratori del commercio". Così, in un comunicato unitario, Giuseppe Valentino, Fortunato Lopapa e Caterina Fulciniti, rispettivamente segretari generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Calabria.

"Prendiamo atto che tra le preoccupazioni e le ansie espresse dalla politica e dalle associazioni datoriali e le azioni concrete per cercare di fronteggiare la crisi energetica e contribuire con il proprio impegno e responsabilità al benessere della nazione, c’è un grande vuoto, oltre che una sostanziale ipocrisia; a meno che chi ha il dovere di assumere delle scelte non pensi che il problema si risolva cuocendo la pasta a fuoco spento piuttosto che abbassando la fornitura alle famiglie", continuano i tre dirigenti sindacali.

"Ci vogliono scelte che incidano veramente sul consumo energetico e noi ne indichiamo una da tempo; ci affidiamo alla responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori calabresi, ai quali chiediamo con più determinazione del passato di scioperare per difendere i propri diritti e per il benessere del nostro Paese", concludono i tre leader di categoria.