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Genova

Ospedale Galliera in stato d'agitazione

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Fp Cgil e Uil Fpl provinciali “La rilevante contrazione degli organici, che affligge il settore da molti anni, prima ancora dell'emergenza epidemiologica, sommata all'aumento dell'età media del personale addetto all'assistenza, ha determinato un evidente peggioramento delle condizioni di lavoro degli operatori, con un aumento insopportabile del rischio professionale"

Si è svolta oggi, 5 maggio, presso gli EO. Ospedali Galliera, l'assemblea permanente indetta da Fp Cgil e Uil Fpl per le lavoratrici e i lavoratori del comparto sanitario. L'assemblea, molto partecipata, ha affrontato gli argomenti alla base dello stato di agitazione del personale sanitario indetto da Fp Cgil e Uil Fpl.

"La rilevante contrazione degli organici che affligge il settore da molti anni, prima ancora dell'emergenza epidemiologica, sommato all'aumento dell'età media del personale addetto all'assistenza, ha determinato un evidente peggioramento delle condizioni di lavoro degli operatori con un aumento insopportabile del rischio professionale. La situazione del Pronto soccorso, dove il problema dello stazionamento costante di 40/50 barelle per oltre 48/72 ore, unito alla carenza di personale infermieristico e di supporto, rende impossibile la gestione dei pazienti e insostenibile il carico di lavoro del personale esposto a un rischio professionale elevatissimo, oltre al dilagare del fenomeno delle aggressioni, è solo la punta dell'iceberg", affermano in una nota congiunta le due sigle di categoria.

"Il decremento degli organici rende impossibile affrontare la turistica, in condizioni sostenibili e compatibili con il rispetto degli istituti contrattuali in materia di riposi e recupero psicofisico del personale, provocando un ricorso incontrollato allo straordinario. Inoltre, in conseguenza dell'aumento dei posti letto Covid-19 e del numero di reparti riconvertiti in degenze Covid-19, che nel 2021 hanno provocato un inevitabile aumento delle indennità notturne, festive e delle indennità di malattie infettive da riconoscere al personale, in assenza di un'opportuna implementazione del relativo fondo contrattuale (articolo 80 ccnl 2016-18) che finanzia tali istituti, il disavanzo è quantificabile in oltre 500.000 euro".

"Nelle intenzioni dell'azienda, il disavanzo dovrebbe essere sanato mediante l'utilizzo delle risorse destinate alla produttività del personale, addebitando di fatto agli stessi lavoratori, che hanno contrastato l'epidemia, i maggiori costi sostenuti per il contrasto all'emergenza sanitaria. Non solo, relativamente al preventivo per il 2022 dello stesso fondo, la decisione aziendale di sospendere la corresponsione degli incrementi delle indennità convenuti nelle contrattazioni decentrate precedenti, sommata alla perdita della produttività collettiva, porterebbe gli operatori più esposti a una perdita di circa 1.800 - 2.000 euro all'anno. Che siano gli stessi lavoratori che con responsabilità e competenza hanno contrastato la pandemia a dover pagare di tasca propria i maggiori costi dell'emergenza non può essere accettato", concludono i sindacati.