Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

La testimonianza

Un ente unico nel suo genere

Patrizia Pallara
  • a
  • a
  • a

Nel 2016 la regista Elena Sbardella ha messo in scena uno spettacolo che racconta la storia di una disfunzionale con un figlio sordo. All'Istituto per sordi di Roma, che è a rischio chiusura, ha trovato supporto, aiuto, consulenza e professionalità

Parlare di attori sordi in Italia sembra quasi un’assurdità. Eppure ce ne sono, come ci sono spettacoli, film, testi e storie interpretati da persone sorde o che raccontano questo mondo. Uno di questi è lo spettacolo teatrale Tribes di Nina Raine, il racconto di una famiglia disfunzionale, una coppia di genitori udenti con un figlio sordo che vogliono tenere lontano dalla comunità e dal mondo dei sordi. È stato diretto nel 2016 per il teatro Piccolo Eliseo di Roma da Elena Sbardella, che per metterlo in scena si è rivolta all’Istituto sordi di via Nomentana.

“Qui ho trovato accoglienza, ascolto, competenza e consulenza gratuita – spiega la regista -. Noi come compagnia teatrale siamo stati seguiti dalla A alla Z. I miei attori dovevano capire come relazionarsi con una persona sorda e abbiamo addirittura potuto seguire dei master pensati apposta per noi e tenuti da consulenti esperti. Avevo anche bisogno di un attore sordo e sono stata aiutata anche in questo. Ho fatto degli incontri e dei provini e sono stata messa in contatto con uno degli attori più straordinari che abbia mai conosciuto, Federico D’Andrea, un attore sordo. Ecco, questo è un mondo che non conoscevo e avevo bisogno che qualcuno aiutasse me e lo staff dello spettacolo a capirlo. È il supporto che ho trovato all’Istituto. Mi pare inconcepibile che possa chiudere”.