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Automotive

Ferrari e Lamborghini, salari a confronto

Lamborghini e Ducati, firmati accordi anti Jobs Act
Foto: Stabilimento Lamborghini, foto di © Andrea Samaritani/Meridiana/Sintesi
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Fiom Cgil Emilia Romagna: "L'analisi fatta sulle retribuzioni generate da due storie sindacali, agli antipodi nelle relazioni sindacali, mostra criticità impressionanti nelle paghe di Maranello. Ai dipendenti del 'Cavallino' mancano diecimila euro di retribuzione fissa. Un differenziale che viene solo in parte compensato dai premi di risultato"

La Fiom Cgil Emilia Romagna ha analizzato le contrattazioni di Ferrari e Lamborghini, le due realtà più note del distretto industriale dell’Emilia Romagna che va sotto l’ormai nota sigla 'Motor Valley'.I due marchi rappresentano due fabbriche che nelle relazioni sindacali con la Fiom sono agli antipodi: da una parte, la Ferrari, che negli ultimi dieci anni ha escluso la Fiom dal confronto contrattuale, applicando il contratto specifico di lavoro del mondo Fiat; dall’altra, la Lamborghini, che con l’applicazione del ccnl ha mantenuto un costante confronto con la Fiom.

"La storia contrattuale nelle due fabbriche del lusso dell’automotive ha generato ricadute sui livelli retributivi impressionanti: un lavoratore in Ferrari, inquadrato a un livello medio, percepisce retribuzioni annue in quota fissa più basse di 10.000 euro rispetto allo stesso lavoratore in Lamborghini, differenziale che viene solo in parte compensato dai premi di risultato. Considerando il premio che mediamente è stato erogato in questi anni dai due marchi del lusso restano comunque 3.000 euro di reddito in più per i lavoratori Lamborghini. Inoltre un lavoratore che ha 10.000 euro in più di retribuzione in quota fissa ha anche l’evidente vantaggio di poter contare su tali importi, a prescindere dall’andamento aziendale e, a differenza di quanto accade con i premi di produzione variabili, ha un ulteriore beneficio dovuto al fatto che gli importi in quota fissa hanno un’incidenza su tutti gli istituti contrattuali, quali ad esempio maggiorazioni, malattia, maternità, congedi, ferie, permessi, Tfr, ecc", sostengono i metalmeccanici della Cgil emiliana. 

"Paradossalmente, invece, questa struttura retributiva consente ogni anno a Ferrari di vantarsi della sontuosità del premio di risultato. Ma, a ben guardare, quel premio è il frutto di una storia contrattuale che permette al colosso di Maranello di gestire il 30% delle retribuzioni annue dei lavoratori, vincolandone l’erogazione ai risultati della produzione e alla presenza in fabbrica. Invece, l’importante risultato contrattuale in Lamborghini è il frutto del lavoro di una rappresentanza sindacale che storicamente è sempre stata espressione della Fiom. Ciò ha consentito ai lavoratori della Lamborghini di essere sempre coinvolti dalla rappresentanza sindacale, tramite il capillare confronto e l’imprescindibile conferma degli accordi attraverso il voto. Altro elemento che, purtroppo, marca una pesante differenza con Ferrari, in quanto in quest’ultima gli accordi sindacali, fatti sempre escludendo la Fiom, vengono sottoscritti anche senza far votare i lavoratori", conclude la sigla regionale di categoria.