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Normative

Aste al doppio ribasso sul cibo vietate per legge

Foto: Livio Senigalliesi Sintesi
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Per la Flai Cgil l'approvazione del decreto da parte del consiglio dei ministri è un grande passo avanti. Soddisfatto il segretario generale Giovanni Mininni: "Il prezzo giusto è quello che tiene dentro il rispetto dei contratti, la qualità del lavoro e la qualità del prodotto"

Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che attua la Direttiva Europea in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, in cui è inserito il divieto della vendita di prodotti attraverso il ricorso a gare e aste al ribasso. La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri (4 novembre) ed è stata accolta con grande soddisfazione da parte dei promotori della campagna #astenetevi

A ricordare il senso di quell'iniziativa avanzata dalla Flai Cgil e dall'Associazione Terra e a commentare l'approvazione della norma è stato il segretario generale della federazione che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dell'agroindustria Giovanni Mininni: “Da anni insieme all’Associazione Terra! abbiamo portato avanti una battaglia per dire no a una pratica distorsiva, che finisce per creare danni a tutti gli attori della filiera. Con le ripercussioni più pesanti che spesso si scaricano sull’ultimo anello, quello più debole della catena, cioè i lavoratori. Sono sempre loro a pagare il costo più alto. Le aste al doppio ribasso sono sbagliate perché il prezzo giusto è quello che tiene dentro il rispetto dei contratti, la qualità del lavoro e la qualità del prodotto”.

Per Mininni “il meccanismo stesso delle aste, con le sue dinamiche sui prezzi è una pratica distorta che può ripercuotersi sui lavoratori togliendoli diritti, in un percorso che coinvolge l’intera filiera, dai campi fino alla grande distribuzione organizzata”. “Da oggi  – ha concluso il dirigente sindacale alla luce dell'approvazione del decreto – è possibile porre un argine a tale pratica. Possiamo dire che è stato messo un tassello importante per cominciare a riportare equilibrio nei rapporti tra lavoratori e produttori, industrie di trasformazione e grande distribuzione”.