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Nautica

Diritti in porto. A La Spezia un protocollo antisfruttamento

Foto: @tigullio_tweet
Lara Ghiglione
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Dopo i tanti casi di caporalato e mancato rispetto delle norme sugli appalti nel settore nautico, la firma alla presenza del ministro Andrea Orlando

La firma del "Protocollo d'intesa per il contrasto ai fenomeni di sfruttamento lavorativo e intermediazione abusiva di manodopera (caporalato) nel settore della nautica" è un momento di rilevante importanza per il nostro territorio che speriamo possa diventare un precedente positivo da estendere in altri settori a rischio. La presenza del ministro del Lavoro Andrea Orlando, all'atto della firma, è da questo punto di  vista un ottimo segnale. 

Negli ultimi anni sono stati troppi e troppo ricorrenti i casi di sfruttamento e mancato rispetto delle regole nei contesti di appalto e subappalto della nautica, con rilevanti difficoltà a far emergere il fenomeno anche a causa della compiacenza di alcuni professionisti, commercialisti e consulenti del lavoro, che hanno il compito di supportare le aziende nella loro attività fraudolenta. 

 

È per questo motivo che oltre a tutelare i lavoratori coinvolti direttamente, operai stranieri vittime di angherie e violenze ai limiti della schiavitù, per la loro vulnerabilità e ricattabilità, abbiamo ritenuto necessario provare a realizzare un percorso per prevenire questi crimini rivolgendoci al prefetto della Spezia che ha prontamente raccolto la nostra richiesta di aprire un tavolo di confronto con altri interlocutori: l'Autorità di sistema portuale del mal Ligure orientale, l'Ispettorato territoriale del lavoro,  Inps, Inail, Asl 5, Confindustria La Spezia. Una richiesta che abbiamo invitato unitariamente a Cisl e Uil. 

Contemporaneamente come Cgil e Fiom abbiamo seguito i lavoratori coinvolti nel percorso giudiziario che si è concluso con il patteggiamento dei colpevoli, con un apprezzabile indennizzo economico delle vittime e con il mantenimento del proprio posto di lavoro, risultato che riteniamo essere una grande conquista per il ripristino di una vera condizione di legalità. Il tavolo di confronto tra le parti coinvolte è rimasto aperto circa otto mesi ed è culminato nella sottoscrizione avvenuta lunedì 26 luglio. 

 

Il commento di Giuseppe Massafra, segretario confederale Cgil

La firma è il risultato di un lungo e complesso lavoro di approfondimento e mediazione tra le parti, allo scopo di dare dignità e tutele alle lavoratrici e ai lavoratori che operano in contesti a rischio, ma anche in difesa dell'economia legale e delle aziende sane; quindi dell'occupazione di qualità. 

Questi gli aspetti più rilevanti del Protocollo:
1) La verifica continuativa:
a) della regolarità dei rapporti di lavoro in tutta la filiera di appalto e subappalto, sia all'atto della costituzione, che durante la svolgimento. Le aziende in appalto dovranno rilasciare ai propri dipendenti un apposito cartellino di riconoscimento che consentirà l'accesso nelle aree soggette a vigilanza dell'autorità portuale ( concessionaria delle aree)
b) dell'applicazione di trattamenti economici in linea con quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro e dai contratti territoriali, stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, e il regolare adempimento degli obblighi contributivi e assicurativi.
c) della corresponsione regolare delle retribuzioni che deve avvenire con sistemi trasparenti (bonifici bancari e assegni non trasferibili)
d) degli adeguati requisiti tecnico professionali e assicurativi delle aziende in appalto e subappalto.
e) del rispetto delle disposizioni che riguardano la sicurezza sul lavoro. 

2) L'informazione semestrale da parte delle aziende concessionarie/appaltanti, alle Rsu e/o alle organizzazioni provinciali di categoria, riguardante il numero delle ditte appaltanti/subappaltanti, la tipologia di attività appaltate e il numero di lavoratori coinvolti. 

3) Percorsi di formazione/informazione rivolti ai responsabili della gestione degli appalti e ai lavoratori (dell'appalto e del subappalto) in tema di tutela del lavoro, salute e sicurezza (anche con il supporto di mediatori culturali per i lavoratori stranieri). Questi saranno promossi da Confindustria e dalle organizzazioni sindacali. I pacchetti formativi saranno condivisi tra i soggetti sottoscrittori del protocollo. 

4) Uno sportello informativo per le aziende della filiera dentro Confindustria aperto anche ai non associati. 

Ogni episodio di sfruttamento e di intermediazione illecita di manodopera dovrà essere denunciato all'autorità giudiziaria. Qualora gli accertamenti da parti degli enti preposti all'attività di vigilanza confermassero episodi di sfruttamento lavorativo, l'Autorità di Sistema Portuale potrà predisporre la cancellazione del trasgressore dal registro art. 68 del Codice della navigazione.
La Prefettura valuterà le attività svolte e i risultati conseguiti, con cadenza almeno semestrale per vagliare possibili altre azioni o la rimodulazione di quelle previste. Potrà riconvocare il tavolo inter-istituzionale anche su richiesta dei firmatari. Il protocollo avrà durata biennale e le aziende dovranno terminare la fase di adeguamento a esso entro il 31 dicembre 2021.

 

Lara Ghiglione è la segretaria generale della Cgil La Spezia