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La vertenza

Fiom: Abb in testa nel medagliere per licenziamenti

Foto: Marco Merlini
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In pochi giorni, in barba all'accordo tra sindacati, governo e Confindustria, ha aperto cinque procedure di licenziamento in cinque differenti sedi, tra Bergamo, Genova, Tremezzina e Sesto San Giovanni, per un totale di 68 esuberi e ha già annunciato la volontà di chiudere lo stabilimento di Marostica. Nonostante un alto numero dei volontari alla collocazione in Naspi per raggiungere la pensione

"È stata tra le prime aziende che dopo la fine del blocco dei licenziamenti, del tutto indifferente all'intesa tra Governo, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, ha dichiarato l'intenzione di licenziare aprendo addirittura cinque diverse procedure di licenziamento in pochissimo tempo". Lo dichiara in una nota Mirco Rota, coordinatore sindacale del Gruppo Abb per la Fiom.

"La più consistente numericamente riguarda lo stabilimento di Dalmine, provincia di Bergamo, con 30 esuberi di cui 17 operai, 12 impiegati e 1 quadro, a fronte di una riorganizzazione produttiva per ottimizzare la capacità produttiva dell'azienda - prosegue il sindacalista -. Un'altra procedura di licenziamenti è stata aperta in Abb Process Automation Energy Industries dichiarando 9 esuberi nella realtà di Sesto San Giovanni, provincia di Milano, e 5 a Genova via Albareto".

"Una terza procedura di licenziamento riguarda Abb Process Automation Measurements and Analytics con 3 esuberi sempre a Sesto San Giovanni, e 9 nello stabilimento di Tremezzina, provincia di Como - aggiunge -. Una quarta procedura di licenziamenti riguarda Abb (funzioni di staff) con 6 esuberi sempre nella realtà di Sesto San Giovanni. Una quinta procedura riguarda lo stabilimento di Genova attività marine e portuali, dove gli esuberi dichiarati sono pari a 6".

"Cinque procedure per un totale di 68 licenziamenti dichiarati, in aggiunta alla già annunciata volontà di Abb di chiudere lo stabilimento di Marostica, provincia di Vicenza, dove sono occupati circa 100 lavoratori. Abb di certo non si è fatta nessuno scrupolo rispetto al mancato rispetto dell'accordo tra sindacati, Governo e Confindustria, aprendo addirittura 5 procedure di licenziamento - conclude -. Inoltre, nonostante il numero dei volontari alla collocazione in Naspi per raggiungere la pensione, sia superiore agli esuberi dichiarati, vuole che il sindacato firmi un accordo che le permetta di obbligare anche chi volontario non è, obbligandolo a lasciare l'azienda al posto di altri lavoratori volontari. Come Fiom Cgil valuteremo nelle prossime settimane tutte le iniziative sindacali necessarie per tutelare i lavoratori coinvolti".