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Previdenza

Pensioni, una riforma basata sulla flessibilità

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In vista del confronto governo-sindacati, le proposte della Cgil. Ghiselli: “Quota 41 si può fare, ma è un intervento spot che taglia fuori donne e lavoratori discontinui”.

Quota 41 va bene, ma quello che conta è riformare il sistema previdenziale, garantendo la flessibilità. In vista del confronto sulle pensioni che ripartirà a settembre, le posizioni della Cgil sono chiare. "Quota 41 si può fare, ma è un intervento spot non una riforma organica – dichiara il segretario confederale Roberto Ghiselli -. Taglia fuori i lavoratori che non arrivano a questi livelli di contribuzione, come le donne che in media hanno 25 anni di contributi, e i discontinui".

Per il sindacato di Corso d’Italia la base del confronto sulla riforma del sistema previdenziale dal 2022 deve essere la flessibilità in uscita. Tra le proposte, quella per cui a 62 anni il lavoratore possa scegliere: in un sistema contributivo, è determinante non tanto la soglia minima ma l'età legata al coefficiente di trasformazione. Chi va in pensione a 62 o 63 anni deve sapere che prenderà di meno di chi va a 67 o 68 anni. Inoltre, i risparmi di Quota 100, più di 6 miliardi, possono rappresentare un buon volano per far decollare la riforma, destinandoli tutti alla previdenza. Secondo uno studio della confederazione, infatti, la platea complessiva delle domande accolte di Quota 100 nel triennio 2019-2021, ammonterebbe a 376.898, pari al 38,73 per cento della platea stimata dal precedente Governo (973.000), indicate nel Def del 9 aprile 2019, con una differenza di 567.102 pensioni.

"A settembre - prosegue Ghiselli - avremo due incontri al ministero del Lavoro: uno sulle decisioni più immediate, come la proroga dell'Ape sociale e di Opzione donna. Poi occorre immaginare uno strumento nuovo che vada oltre l'isopensione, che accompagni con un'indennità i lavoratori se mancano loro 3-4 anni per la pensione. Nel tavolo bisognerà soprattutto tracciare il nuovo sistema previdenziale. Finora il governo ha detto di condividere i nostri obiettivi ma non ha esplicitato cosa pensa delle nostre proposte. Il fatto che si pensi a una legge delega è un segnale importante. A settembre va fatta una discussione di merito: speriamo che la ministra Nunzia Catalfo arrivi con delle proposte".