Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Napoli

I lavoratori di Città della Scienza chiedono risposte

  • a
  • a
  • a

Tutto tace sugli stipendi arretrati, sull'utilizzo iniquo del fis, senza alcuno sforzo solidaristico e di perequazione, sull'avvio della procedura necessaria alla richiesta di ammortizzatori sociali, sulla riapertura in vista del 18 maggio. Questo è il grido d'allarme lanciato dagli addetti della struttura

"SIamo fortemente preoccupati per il nostro futuro". A scriverlo in una nota la rsa Filcams Cgil di Città della Scienza di Napoli. "L'emergenza covid è coincisa con un momento di grande difficoltà della struttura - che non si è ancora liberata dal lascito disgraziato della gestione precommissariale, nonostante il passaggio alla gestione ordinaria - aggravandone le condizioni ed aumentandone le incertezze". Per questo i dipendenti chiedono dall'inizio della pandemia un confronto costruttivo con la nuova governance e la Regione Campania. Richiesta finora inascoltata.

Pochi lavoratori, per poche ore, sono rientrati in sede, ma non si è mai costituito il Comitato sulla sicurezza previsto dal relativo Protocollo nazionale, né alcun cenno di confronto è stato fatto dall'azienda, che "continua a portare avanti una politica del personale sorda a qualsiasi proposta di discussione. Non si è voluto anticipare il fis, pur sapendo che i lavoratori avrebbero patito i ritardi dell'Inps". (Nel video Alfonso Fraia, rsa Filcams Cgil Città della Scienza, Napoli).

Neanche sul pagamento degli stipendi arretrati i lavoratori sono stati accontentati. Anche su quel versante, tutto tace. "Continua un utilizzo iniquo del fis, senza alcuno sforzo solidaristico e di perequazione, con molti lavoratori a zero ore. Non si è mai sottoscritto il verbale di esame congiunto per l'avvio della procedura necessaria alla richiesta di ammortizzatori sociali. Abbiamo chiesto lumi circa la riapertura in vista del 18 maggio, anche stavolta nessuna risposta", è il grido d'allarme lanciato dagli addetti.

"Un atteggiamento inspiegabile, col quale si ignorano le normali pratiche delle relazioni industriali. Discutibile anche da un punto di vista più generale, considerando il periodo e le gravi incertezze che soffriamo. Abbiamo chiesto, ribadito, scritto ed ancora scritto le nostre istanze, le nostre proposte, anche in merito a come rimodulare e, se necessario,  riconvertire le attività. Nessun cenno. Non possiamo semplicemente attendere gli eventi, lasciando che siano gli autori del precedente disastro di Città della Scienza a deciderne le sorti. Nulla può impedire ai lavoratori di rivendicare e tutelare le proprie ragioni ed i propri diritti".

Leggi anche

Il caso

Città della Scienza vuole futuro

Roberta Lisi

Struttura chiusa e lavoratori in Fis ma il polo di Bagnoli potrebbe contribuire alla ricostruzione economica e sociale del territorio campano dopo il Coronavirus

"La Regione Campania, che pure tre anni fa ci salvò dal baratro verso il quale eravamo stati avviati, è chiamata oggi - per prerogative e funzioni amministrative e politiche- ad intervenire sul nostro futuro. Ci mobiliteremo, in tutte le forme, con ogni mezzo, per vie sindacali e legali. Non sarà il distanziamento fisico a rompere l'unità dei lavoratori".

A conclusione della nota convocato per domenica 10 maggio, alle ore 16,00, un incontro virtuale per discutere della situazione e del da farsi.