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Centinaia di esuberi alla Cict, scatta la protesta

Centinaia di esuberi alla Cict, scatta la protesta
Foto: fotografia di Filt Cgil Cagliari
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La Cagliari international container terminal, società del gruppo Contship, annuncia 210 licenziamenti. Previsto un sit-in, venerdì in programma un incontro in Prefettura. Filt: "I ministeri dei Trasporti e del Lavoro sfuggono alle proprie responsabilità"

La Cagliari international container terminal (Cict), società del gruppo Contship che si occupa del traffico container al porto canale di Cagliari, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 210 lavoratori. Immediata la protesta di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Mare, che hanno organizzato per giovedì 20 giugno un sit-in a Cagliari, a partire dalle ore 11, davanti al palazzo del Consiglio regionale. Venerdì 21, invece, si tiene un incontro tra i sindacati e il prefetto.

“A fronte delle interlocuzioni di questi ultimi giorni, è un risultato prodotto dal ministro dei Trasporti e dalle istituzioni, che non hanno coinvolto il sindacato, in totale dispregio dello stesso contratto nazionale, e quindi della precisa volontà di superare i soggetti deputati a rappresentare i lavoratori”. Questo il primo commento del segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo, affermando che “è una presa in giro per tutto il personale dipendente di Cict, sempre richiamato al senso di responsabilità, mentre irresponsabilmente si è partorito il licenziamento di tutti”.

Alla base della decisione di Cict ci sarebbero non solo il calo del 90 per cento sul traffico registrato negli ultimi tre anni, ma anche le perdite economiche del bilancio 2018, che ammontano a oltre 3,3 milioni di euro. Il "rosso" ha inciso, secondo quanto spiega la società, in modo negativo anche sulla situazione patrimoniale, che ora si attesta a poco meno di 670 mila euro. Per tutelare i lavoratori, gli esponenti sindacali chiedono l'apertura di un confronto sia a livello regionale, coi presidenti della giunta Christian Solinas e del Consiglio Michele Pais, sia l'avvio di un tavolo anche con la presidenza del Consiglio dei ministri e con i ministeri dei Trasporti, dello Sviluppo economico e del Lavoro.

“Dopo Gioia Tauro - riprende il dirigente nazionale della Filt Cgil - Contship Italia abbandona anche Cagliari e nessun ministro interviene, nonostante le nostre grida di allarme lanciate già da un anno. Ancora una volta si dà uno schiaffo violento al lavoro e ai lavoratori dopo aver utilizzato fondi pubblici e incentivi a vario titolo. I ministero dei Trasporti e dello Sviluppo economico non possono continuare a sfuggire alle proprie responsabilità, è su queste priorità che si misura la loro capacità di azione". Per Colombo "è urgente una specifica sede di confronto che, al di fuori della procedura, analizzi nel merito le vere criticità di Cagliari, che stanno soprattutto dentro la strategia del gruppo Contship per il nostro Paese, piuttosto che nell'esclusiva carenza infrastrutturale”. Il porto di Cagliari, conclude l'esponente sindacale, va calato all'interno di una progettualità del Paese per il sistema portuale nel suo insieme, affinché si possano governare sotto un'unica guida le singole specificità della portualità italiana”.