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Vulnerabili e bastonati. Succede agli utenti di luce e gas che rientrano nella categoria delle persone con fragilità socio-economica e che per questo hanno accesso a contratti di fornitura che dovrebbero tutelarli.
Dovrebbero. Perché ottobre ha portato aumenti consistenti delle bollette per i circa tre milioni di clienti attualmente serviti in maggior tutela, che hanno condizioni economiche dettate dall’Arera, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, storicamente più convenienti, aumenti che si sommano ai rincari registrati nei mesi scorsi.
Energia elettrica: più 37,3 per cento
Prima è toccato all’elettricità: nel quarto trimestre del 2026 aumenta del 37,3 per cento rispetto al periodo precedente (luglio-settembre). La spesa per l’intero anno schizza così da 608,72 a 665,38 euro, con un incremento del 9,3 per cento, secondo i calcoli dell’Autorità. Per le associazioni dei consumatori, invece, si va sugli 868,6 euro. Aumenti molto pesanti che incideranno sulle pensioni e gli stipendi delle famiglie.
Anziani e fragili
Gli anziani over 75, i percettori di bonus sociale, le persone con disabilità grave, gli abitanti in strutture di emergenza e utenti di apparecchiature elettromedicali, quindi, che rappresentano circa il dieci per cento del totale delle utenze, hanno consumi di 2 mila kWh/anno e potenza impegnata di 3 kW, pagheranno più degli altri per illuminare casa, fare le lavatrici, guardare la tv.
Alti i prezzi delle materie prime
“L’aumento è dovuto all’incremento dei costi di acquisto dell’energia elettrica, che riflette le attese di crescita del prezzo all’ingrosso (il cosiddetto Pun, ndr) nel prossimo trimestre – spiega l’Arera –, nonché la formazione, nel terzo trimestre ormai terminato, di prezzi all’ingrosso più elevati di quelli stimabili a giugno scorso. Continua infatti a pesare l’instabilità del quadro geopolitico internazionale, che incide sui prezzi delle materie prime energetiche e, in particolare, del gas naturale a cui i valori all’ingrosso dell’elettricità restano ancora strettamente legati”.
Salasso gas
Poi è toccato al gas. A settembre la bolletta dei più fragili è salita ancora, con un rincaro del 12,7 per cento della componente energia rispetto al mese precedente, a causa di “un nuovo deciso rialzo” delle quotazioni all’ingrosso, secondo quanto ha comunicato l’Arera: questa è passata dai circa 0,686 euro al metro cubo di agosto a quota 0,843, più del doppio del valore dello scorso febbraio, quando era meno di 40 centesimi. Per i clienti del servizio di tutela il prezzo della sola materia prima gas è pari a 78,80 euro a MWh.
Facendo due conti, con le nuove quotazioni la spesa annua per il gas dei vulnerabili salirà di 201 euro rispetto alle tariffe di agosto, proiettando la bolletta media a 1.782 euro. Se si sommano gli 868,6 della luce, per l’utente fragile il salasso vale 2.650,6 euro.
La tutela che non tutela
Il paradosso è proprio questo: l’aumento delle bollette riguarda i clienti vulnerabili, proprio coloro che avrebbero dovuto essere maggiormente protetti nel percorso di passaggio dal mercato tutelato al mercato libero. Le tariffe a loro riservate prevedono prezzi variabili, che sono i primi a salire in risposta ai rialzi delle quotazioni internazionali del gas e, dunque, anche dell’elettricità. E le iniziative commerciali che i singoli operatori stanno mettendo in campo promettono sconti subito azzerati dagli aumenti.
Il bluff degli sconti
È il caso di Eni. “La nuova offerta, uno sconto del 30 per cento sul costo della materia energia, si è rivelata un vero e proprio specchietto per le allodole”, denuncia Federconsumatori: “Al momento del lancio era già presente nel pacchetto delle offerte una tariffa che a fronte della sottoscrizione prometteva uno sconto del 15 per cento su una tariffa iniziale che nel frattempo è cresciuta in maniera esponenziale in appena una settimana: del 21,2 per cento per la luce e del 20,8 per il gas. In pratica, mentre decadeva la promozione iniziale del 15, la tariffa base aumentava del 21, assottigliando notevolmente lo sconto pubblicizzato”. Un’operazione che tra l’altro ha goduto del benestare e dei ringraziamenti del Governo Meloni.
Le richieste dei consumatori
Per tutelare il potere d’acquisto delle famiglie, però, non servono gli sconti applicati volontariamente dalle aziende. “Occorrono nuove regole, controlli stringenti e sanzioni severe sui fenomeni speculativi lungo le filiere sui prezzi dei carburanti e dei generi di largo consumo – chiede l’associazione dei consumatori -, sconti sulle accise di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 30 sul diesel, per un periodo adeguato di tempo, l’ampliamento della platea dei bonus energia”.
L’associazione chiede poi il disaccoppiamento del prezzo di gas ed energia, insieme alla riduzione strutturale degli oneri di sistema sulle bollette e allo scorporo delle accise sui carburanti dal calcolo dell’Iva, misure di sostegno ai redditi fissi, accelerazione sulla transizione ecologica ed energetica per ridurre la dipendenza dalle importazioni e dalle fonti fossili.























