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“Il tetto del 30% agli alunni stranieri per classe e il divieto di burqa e niqab a scuola, annunciati dal governo Meloni, sono un provvedimento che non risponde a nessuna esigenza reale della scuola lombarda”. Così la Flc Cgil Lombardia risponde agli annunci del governo sulla scuola. “I numeri, del resto, raccontano da soli l’inconsistenza dell’operazione – prosegue la nota della Flc regionale –. La Lombardia è, e resta da anni, la prima regione italiana per presenza di alunni con cittadinanza non italiana: oltre 236 mila, più di un quarto (il 26%) di tutti gli studenti stranieri d'Italia. Il 16,8% delle classi lombarde supera già oggi la soglia del 30% indicata dal governo: la quota più alta d’Italia, segno che la misura è tecnicamente inapplicabile prima ancora che sbagliata. Ma la verità è che questa non è, e non deve essere, una questione di numeri: è una questione di civiltà e di cittadinanza”.
Flc Cgil Lombardia: “La scuola serve a integrare e a includere, non a fare differenze”
“La scuola – scrive la Flc Cgil lombarda – serve a integrare e a includere, non a fare differenze tra gli alunni in base alla loro origine: è il luogo in cui la cittadinanza si costruisce e si esercita ogni giorno, non un terreno su cui misurare percentuali e tracciare confini. Il problema più serio è di rango costituzionale. L’articolo 34 della Costituzione stabilisce che ‘la scuola è aperta a tutti’: non a tutti gli italiani, a tutti, senza distinzione di cittadinanza o di origine”.
L’articolo 3 vieta espressamente discriminazioni fondate sulla razza, sulla lingua, sulle condizioni personali e sociali, e impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto l’uguaglianza dei cittadini. “Introdurre per legge un tetto rigido alla presenza di alunni stranieri in classe, con il conseguente smistamento coatto di bambine, bambini, ragazze e ragazzi verso altri istituti sulla sola base della cittadinanza – scrive la Flc –, significa piegare il diritto allo studio a una logica di quote che la nostra Carta non conosce, e rischia di configurare una discriminazione indiretta, oltretutto nei confronti di minori, quasi due terzi dei quali sono nati in Italia. Non è un dettaglio tecnico: è la cornice di legittimità dentro cui l’intero provvedimento dovrebbe muoversi, e che questo provvedimento ignora”.
Flc Cgil Lombardia: “Unico scopo concreto è fomentare paura e xenofobia nell’opinione pubblica”
Ma la risposta della Flc non finisce qui, perché è proprio su questo punto che “si coglie la vera natura del provvedimento: non uno strumento di integrazione – perché di integrazione non si occupa in alcun modo, e sulla scuola reale non produrrà alcun effetto –, ma un’arma di distrazione di massa, il cui unico scopo concreto è fomentare paura e xenofobia nell’opinione pubblica. Non un errore di valutazione, quindi, ma una scelta politica precisa: usare la scuola come terreno di propaganda per nascondere l’incapacità di un esecutivo e di una legislatura che hanno costruito tutta la propria azione di governo sulla xenofobia, sulla paura e su pulsioni autoritarie, invece che sui problemi reali del Paese – a partire da quelli della scuola lombarda, che ogni giorno fa i conti con organici scoperti, supplenze infinite e stipendi fermi da anni a fronte dell’inflazione”.
“Non ci prestiamo a questo gioco: chiediamo risorse vere, non mance né bandiere”
“Basta speculare sulla scuola, pensiamo piuttosto a renderla più forte, con investimenti veri sugli organici, sugli edifici scolastici e sui salari del personale – prosegue la nota della Flc regionale –. Diciamolo con chiarezza: l’unico scopo di questo possibile provvedimento è quello di fomentare paura e xenofobia, non certo migliorare la didattica o l’integrazione, perché sulla scuola non avrà alcun impatto concreto. È una cortina di fumo che serve a nascondere l’incapacità di un governo e di una maggioranza che hanno fondato l’intera legislatura sulla propaganda della xenofobia, della paura e dell’autoritarismo, invece di occuparsi di stipendi, organici e risorse per la scuola pubblica. Noi non ci prestiamo a questo gioco: chiediamo risorse vere, non mance né bandiere”.
La Flc Cgil Lombardia vigilerà sull’iter di questo provvedimento ed è pronta a mobilitarsi contro ogni misura che usi la scuola come terreno di battaglia identitaria invece che come luogo di investimento e di diritti. “Alla politica del governo chiediamo di scegliere – conclude l’organizzazione –: continuare a inseguire il consenso a colpi di tetti e di veli, oppure investire finalmente su organici, edifici scolastici e salari del personale”.






















