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L'appello

Landini: «Il lavoro sconfiggerà il virus»

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A un anno dalla pandemia, il segretario generale della Cgil racconta come il coronavirus ha cambiato la nostra vita e da dove si deve ripartire. E lancia un appello all'Europa: “Vaccini gratuiti per tutti”

"Sarà l’intelligenza e il lavoro delle persone che sconfiggerà il virus". Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ad un anno dall'inizio della pandemia. Per il numero uno di Corso Italia "saranno smentiti così tutti quelli che in questi anni hanno teorizzato che il lavoro era finito. Che addirittura il lavoro manuale non serviva più. Invece in questa pandemia si è visto come sono tornati essenziali proprio i fondamentali del lavoro. Pensiamo ai rider, pensiamo ai lavoratori della logistica, pensiamo a quelli che lavorano in agricoltura, a quelli che lavorano nei supermercati, pensiamo a quelli che ci puliscono le città, pensiamo agli insegnanti, pensiamo a chi ha lavorato negli ospedali e nella sanità per curarci. Tra l’altro una sanità pubblica che in questi anni è stata tagliata e che invece ha dimostrato che è necessaria, essenziale e che va rilanciata con forza".

Quello che in realtà esce da questa pandemia, aggiunge Landini, "è che c'è un mercato libero, senza vincoli che va cambiato e che se non modificato ci porta a sbattere. Abbiamo bisogno di rimettere al centro i valori fondamentali che sono il diritto alla salute, il diritto al lavoro dignitoso, che sono il diritto a un ambiente pulito, che sono il diritto a poter studiare e a poter crescere assieme e soprattutto a ripensare e a riprogettare un modello che sia rispettoso di tutte queste questioni". E' per questa ragione che "il movimento sindacale in tutto il mondo deve rilanciare con molta forza questi valori fondamentali, a partire dalla centralità della persona e da un modello sociale diverso, nuovo".

Il segretario generale della Cgil è convinto che "per sconfiggere il virus servono i vaccini e serve che in tutto il mondo tutte le persone siano vaccinate. E allora il vaccino deve essere un diritto gratuito, e deve essere accessibile a tutti". Questa è la vera battaglia che dobbiamo fare, conclude, "perché questa è una battaglia di civiltà e vuol dire mettere al centro non il profitto, non l’economia, non le multinazionali, ma il lavoro, le persone e la giustizia sociale”.