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La convocazione

Landini: dal governo segnale positivo, ora una nuova fase

Foto: Marco Merlini
Simona Ciaramitaro
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Il segretario generale della Cgil giudica positivamente l'incontro con i sindacati da parte del presidente del consiglio, Giuseppe Conte. L'attenzione deve essere posta sul Recovery plan, sulla riforma di ammortizzatori sociali, fisco, pubblica amministrazione e pensioni

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, auspica che con la convocazione dei sindacati da parte del governo “si avvii finalmente un confronto su piano da presentare all'Europa”.  L’incontro è previsto in videoconferenza per le 11 di oggi, 22 gennaio. Giunge dopo una serie di richieste da parte di Cgil, Cisl e Uil affinché l’esecutivo si consulti sistematicamente e preventivamente con le parti sociali, soprattutto per la messa a punto e il varo dei provvedimenti di contrasto agli effetti della pandemia.

“Non credo che una discussione molto importante si possa esaurire in un incontro – ha precisato Landini al termine della commemorazione di Emanuele Macaluso, davanti alla sede nazionale della Cgil -. Credo però che sia un segnale positivo passare dalle parole ai fatti. Era stato annunciato in Parlamento e credo che adesso bisogna davvero non perdere questa occasione”.

 Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il suo intervento alla Camera in occasione della crisi di governo e del voto di fiducia, aveva infatti ringraziato i sindacati per avere collaborato nelle fasi pandemiche impegnandosi per un colloquio ancora più intenso sulla bozza del Recovery Plan. Anche per questo il leader della Cgil ha sottolineato il “bisogno di discutere e definire dei progetti precisi per far ripartire il lavoro e l’economia, il bisogno di accompagnare questo piano con delle riforme molto profonde: dalla riforma degli ammortizzatori sociali alla riforma fiscale, da quella della pubblica amministrazione a quella delle pensioni”.

Quindi Landini si augura che “inizi davvero una fase nuova, in cui il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e delle parti sociali abbia come obiettivo non solo gestire l'emergenza, ma di progettare davvero un nuovo modello di Paese”.