La disoccupazione nell'Unione europea potrebbe quasi raddoppiare, raggiungendo la soglia dei trenta milioni, senza un'estensione delle misure di sostegno al lavoro Ue e nazionali. È l'allarme lanciato dalla Ces, la confederazione europea dei sindacati.

Attualmente i disoccupati nella Ue sono 15,9 milioni. Sono aumentati di due milioni dall'inizio della crisi Covid-19 a marzo, rileva la Ces. Ma il sindacato ricorda che la situazione "sarebbe notevolmente peggiore senza i programmi nazionali di cassa integrazione sostenuti dal programma Sure europeo", che secondo le stime della Ces attualmente proteggono i posti di lavoro e i salari di almeno 39,6 milioni di lavoratori.  

"Un'improvvisa uscita da queste misure metterebbe direttamente a rischio almeno 14 milioni di posti di lavoro, mentre altri milioni vedrebbero diminuire il loro reddito", avverte il sindacato europeo sulla base delle informazioni raccolte dagli affiliati nazionali. 

In una lettera inviata ai ministri delle finanze e del lavoro di tutti gli Stati membri la Ces invita a prolungare le misure di protezione emergenziale del lavoro nel 2021, e a sostenere la cassa integrazione "fino a quando non si verificherà una vera ripresa economica e l'occupazione non si sarà stabilizzata".
 
La Ces invita inoltre i governi ad affrontare i problemi esistenti, come la "mancata copertura dei lavoratori precari e autonomi".
 
"Tutte le misure di emergenza nazionali e comunitarie - in particolare quelle legate alla tutela del lavoro e alla compensazione del reddito e a Sure - devono continuare per la necessaria durata e fino alla piena ripresa dell'economia e alla stabilizzazione dei posti di lavoro". Così, nella lettera ai ministri, il segretario generale della Ces Luca Visentini.

"C'è un alto rischio - prosegue Visentini - che le decine di milioni di lavoratori che sono sospesi dal lavoro, e che beneficiano delle varie misure di tutela messe in atto dai governi, diventino disoccupati se il divario tra le misure di emergenza e gli aiuti del Recovery Fund non sarà colmato da adeguate misure di sostegno ai lavoratori e alle imprese".

"Molti governi stanno giustamente reintroducendo o prolungando le misure di sostegno, ma questo non accade ovunque e non tutte le categorie di lavoratori sono coperte, in particolare i precari, i lavoratori non standard, i lavoratori autonomi, così come i lavoratori a tempo determinato e stagionali. Vi chiediamo di considerare queste richieste con urgenza, per evitare una tragedia della disoccupazione, dalla quale l'Europa non potrà riprendersi", conclude Visentini nella lettera ai ministri europei.