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Europa, un accordicchio da mille miliardi

Europa, un accordicchio da mille miliardi
Simona Ciaramitaro
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Trovato un compromesso per sostenere l'impatto della crisi e preparare la strada alla ripresa, ma l'Unione resta divisa un po' su tutto, a cominciare dagli Eurobond

Il Consiglio d’Europa ha trovato un compromesso tra le sue diverse anime, ma ancora molto resta da definire nelle misure decise per sostenere il contrasto alla crisi da Covid-19 e la futura auspicabile ripresa. Un piano da mille miliardi di euro e ancora niente Eurobond per affrontare la crisi data dalla pandemia da Covid-19. È l’esito della maratona negoziale del Consiglio d’Europa che si è conclusa questa notte con un compromesso tra i due principali schieramenti: Olanda, Germania, Danimarca, Austria, Svezia su un fronte e sull’altro Italia, Spagna (maggiormente colpiti dal covid-19) e Francia, seguiti da Grecia, Malta, Lussemburgo e Irlanda. 

Quattro le principali misure previste dall’accordo, tre reti di salvataggio e un piano per l’economia. La prima misura è il ricorso al Mes (Meccanismo europeo di stabilità) senza condizioni e nella misura del 2 percento del Pil del Paese richiedente, ma solamente per sostenere le spese mediche e sanitarie dirette o indirette legate al virus. L’Olanda ha infatti tenuto il punto sull’uso del Fondo salva Stati, quindi con condizionalità, per il sostegno economico in senso stretto. È stato dato inoltre il via libera agli aiuti da parte della Banca europea degli investimenti, con 200 miliardi per il sostegno alle imprese, mentre 100 miliardi saranno destinati alla cassa integrazione, attraverso il Sure, il sistema di ammortizzatori europei. La Francia è riuscita a fare passare la sua proposta del Recovery found, il fondo per finanziare la ripresa economica attraverso obbligazioni congiunte, una misura dai tempi di realizzazione ancora non definiti e ancora tutta da negoziare e che comunque sarà temporanea e commisurata ai costi della crisi.

Infine il capitolo Eurobond, nei confronti dei quali l’Olanda ha continuato ad avere la meglio con la sua dura opposizione, mentre da altri Paesi è arrivata l’apertura a una condivisione maggiore del debito, che per ora rimane però lettera morta, in attesa di eventuali, future e annunciate trattative. I commenti da parte dei governi di Italia, Spagna e Francia ostentano una certa soddisfazione per i risultati ottenuti, ma la strada europea per il sostegno al superamento della crisi da Covid-19 è ancora in salita, perché ancora molto c’è da contrattare per arrivare alla definizione delle linee tracciate in questi giorni di trattative tra due schieramenti che continuano comunque ad avere comunque una visione diversa dell’idea di Europa.