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Unione europea

Cgil, Cisl, Uil sostengono la petizione «Stop all'evasione fiscale ora!»

Foto: Marco Merlini
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Una petizione online rivolta ai governi europei, al Parlamento europeo e alla Commissione europea per impedire "alle multinazionali di nascondere alla pubblica opinione la loro evasione fiscale" e fare in modo "che paghino la loro giusta parte di tasse".

Ha già raggiunto oltre 120mila firme e ha il sostegno dei sindacati italiani: “È importante - si legge in una nota unitaria di Cgil, Cisl, Uil - far sentire la nostra voce per chiedere all'Europa una decisa presa di posizione anche contro l'elusione fiscale, soprattutto all’interno dei Paesi dell’Unione. Per questo invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate e i pensionati a firmare la petizione ‘Stop all’evasione fiscale ora!', sostenuta anche dalla Confederazione europea dei sindacati”. 

Secondo le tre confederazioni, per impedire alle multinazionali di nascondere alla pubblica opinione la loro evasione fiscale e garantirsi che paghino le tasse, “un passo necessario è quello di assicurare che le aziende comunichino correttamente dove hanno profitti e dove pagano le tasse (Country by Country report)”. Inoltre, proseguono Cgil, Cisl, Uil “è fondamentale che si stabilisca l'obbligo di dichiarare i guadagni e imposte pagati in tutti i Paesi in cui hanno sedi”.

“Un processo di cooperazione in materia fiscale che rischia di essere ostacolato dall’opposizione di alcune nazioni, ma per il quale - concludono Cgil, Cisl Uil - occorre battersi sconfiggendo ipocrisie e opportunismi”.

"Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, guadagna oltre 13 milioni di dollari all'ora. Ma la sua azienda non paga quasi nessuna tassa in Europa", affermano i promotori della petizione. "Per aggirare le regole e intascare miliardi - proseguono -, alcune aziende come Amazon occultano i loro profitti nei luoghi più nascosti, i cosiddetti 'paradisi fiscali'. Noi paghiamo la nostra giusta parte di tasse. Quindi, perché Amazon e altri giganti digitali non dovrebbero farlo?".

"La Danimarca, la Lituania, l'Olanda e altri Paesi li stanno sfidando sostenendo una legge che li costringerebbe a fare proprio questo: rivelare quanti profitti realizzano ovunque svolgano la loro attività, in qualsiasi Paese del mondo, mettendoli sotto pressione pubblicamente e infine indurli a pagare. Cosa li ostacola? La Francia e un gruppo di altri paesi dell'Ue. Vogliono annacquare l'ambizione di questa legge e spingere per subdole esenzioni che consentirebbero comunque alle aziende di nascondere i loro profitti nei paradisi fiscali", prosegue l'appello.

"Se saremo in migliaia a sostenere l'appello - concludono i promotori della petizione - potremmo far pendere l'ago della bilancia a nostro favore prima del voto decisivo tra poche settimane. Se raggiungiamo 100mila firme, consegneremo il nostro appello proprio prima del voto".