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L'iniziativa

Torino, campagna Cgil, Arci e Fooding: gli assorbenti non sono beni di lusso

Giustina Iannelli e Maria Antonia Fama
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Fino all'8 aprile è possibile donare prodotti per l'igiene personale o per la pulizia della casa. Nel video Enrica Valfrè, segretaria generale Cgil provinciale, e Alice Eugenia Graziano dell'Arci

"Assorbenti per l’8 marzo". È la provocazione, e insieme la campagna, lanciata dalla Cgil Torino e dal Comitato Arci Torino per la festa della donna. Un'iniziativa che durerà un mese, fino all'8 aprile, dal titolo “Non sono beni di lusso!”. Permette di donare assorbenti, in primis, ma anche prodotti per l'igiene personale o per la pulizia della casa: beni che, di norma, non sono oggetto di donazione né sono attualmente presenti nei panieri di beni forniti dal Comune di Torino e del Banco Alimentare alle famiglie in difficoltà.

Su assorbenti, tamponi, coppetta mestruale le donne pagano l’Iva al 22%. Carne, birra o cioccolato l’hanno al 10%, come pure tartufo e merendine - che proprio indispensabili non sarebbero - come non lo sarebbero i francobolli da collezione e gli oggetti d'antiquariato. Gli assorbenti vengono considerati al pari delle automobili e dei televisori: non sono beni primari per lo Stato italiano.

La campagna nasce sotto il grande cappello di Fooding, il progetto avviato nel 2018 da Arci Torino per affrontare il tema della povertà e delle disuguaglianze a partire dalla solidarietà alimentare: mense per persone senza dimora, recupero delle eccedenze alimentari e distribuzione di panieri solidali. In questo caso si vuole valorizzare la cultura del dono attraverso due punti di raccolta fisici: il Circolo Anatra Zoppa, in via Courmayeur 5, e la Camera del Lavoro di Torino di via Pedrotti 5.

E' prevista anche l'organizzazione di spese sospese: alcuni punti vendita daranno la possibilità ai clienti di donare prodotti che saranno destinati al progetto. Come tutte le azioni di Fooding, la risposta a un bisogno materiale si accompagna a un obiettivo di sensibilizzazione: narrare come si strutturano le disuguaglianze nel nostro paese e richiamare l'attenzione sulla componente di genere. In Scozia, ad esempio, esiste l’accesso gratuito e universale ai prodotti per le mestruazioni. In Spagna, Grecia o Austria l’aliquota è al 10%. In Francia al 5,5%, in Irlanda l’Iva è allo 0%: parliamo di un bene che ha un impatto nell’economia delle famiglie e delle donne.