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Diritti

Contratto unico: un patrimonio da salvare

Giovanni Mininni
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Il rinnovo nell'industria alimentare è arrivato ma va ancora difeso dalla tentazione delle imprese di frammentare il settore. Una lotta che il sindacato porterà avanti anche in memoria di chi, fin dagli anni Settanta, si è battuto per questa conquista

“Il Contratto unico dell’industria alimentare è un patrimonio che va difeso con tutte le nostre forze. Frammentarlo in più contratti alimenterebbe il dumping e la concorrenza fra le imprese, indebolendo i lavoratori e danneggiando l’intero settore.” Questo abbiamo dichiarato appena dopo la firma del rinnovo del Ccnl industria alimentare. Ma c’è di più… Sarebbe un tuffo nel passato di oltre quarant'anni. Fino alla metà degli anni Settanta il comparto degli alimentaristi contava oltre 20 contratti di settore, una situazione che oltre ad esasperare l’attesa di miglioramenti contrattuali, limitando fortemente alcuni settori, accentuava lo spirito corporativo a discapito dell’unità tra i lavoratori.

Il processo di unificazione, messo in atto dai sindacati, non è stato mai fine a sé stesso; doveva infatti consentire l'unificazione del trattamento economico e normativo tra i vari settori dell’industria alimentare ed anche un’unificazione tra lavoratori fissi e stagionali. Il contratto unico è stato raggiunto nel 1977, grazie all’impegno ed alla partecipazione dei lavoratori, unici veri protagonisti di questa lunga battaglia: dalla partecipazione all’elaborazione delle piattaforme, al sostegno alle battaglie contrattuali di folte delegazioni di rappresentanti nelle fabbriche, prima con le commissioni interne e poi con i consigli di fabbrica. Solo nel settore delle conserve si arrivò a 78 scioperi per ottenere la firma del contratto unico.

Questa intensa lotta ce la ricordava Andrea Gianfagna in un’intervista che proiettammo all'inizio dell'Assemblea dei delegati il 5 settembre dello scorso anno, pochi giorni prima che partisse la trattativa con le controparti. Gianfagna fu uno dei protagonisti di quella lunga lotta, era segretario nazionale e poi generale della Filziat, la categoria dell’industria alimentare, per poi divenire anche segretario generale della Federbraccianti. Se n’è andato alcuni giorni fa, proprio mentre noi firmavamo il rinnovo del Ccnl dell'industria alimentare con tre associazioni delle imprese industriali e le altre abbandonavano il tavolo. A volte la vita è proprio incredibile e crea strane connessioni. Abbiamo subito pensato alle sue parole nell’intervista, che oggi quasi suonano come un campanello d’allarme per ciò che sta succedendo, e a quella lunga lotta per conquistare il contratto unico. Ma quelle parole di Andrea ci suonano ancora forti nella testa per la consapevolezza che abbiamo di come questo patrimonio vada difeso ad ogni costo. È un patrimonio a cui nessuno di noi è disposto a rinunciare. Non vanificheremo mai il suo lavoro e non cancelleremo la nostra storia, le nostre lotte.

Avremo davanti giorni difficili per far applicare a tutte le imprese il Ccnl appena sottoscritto e probabilmente nuove lotte, esattamente come facemmo allora. Oltre nove mesi di trattative, scioperi e mobilitazioni non sono bastate per ricomporre l’unità delle controparti. Non faremo nessun passo indietro, il Contratto dell'industria alimentare resterà unico nel settore. Lo dobbiamo ai lavoratori di ieri che lo conquistarono e lo dobbiamo a quelli di oggi e delle future generazioni. Abbiamo deciso di dedicare ad Andrea Gianfagna la firma del rinnovo del Contratto dell'industria alimentare affinché il suo insegnamento non sia dimenticato.

Giovanni Mininni è il segretario generale della Flai Cgil nazionale