Fiom e Cgil Massa Carrara chiedono che l'applicazione del contratto di solidarietà e l'impatto economico e professionale nei cantieri nautici di The Italian Sea Group non si scarichi sui lavoratori. E indicano come “ineludibili tre punti fermi: rotazione reale e trasparente, stop al lavoro straordinario, supporto diretto alle Rsu”.

Il sindacato rileva che “un'applicazione rigida e selettiva trasformerebbe un ammortizzatore sociale protettivo in una vera e propria forma di licenziamento mascherato. Poiché non possiamo accettare in alcun modo che la solidarietà ricada solo ed esclusivamente su determinate figure professionali”.

Per Fiom e Cgil territoriali “il quadro generale della vertenza resta drammatico. Ci preoccupa il costo umano e occupazionale già pagato dall'inizio della vertenza a oggi: più di 150 contratti interrotti, cui si sommano gli oltre 50 lavoratori della Cmr, società dell'indotto, direttamente ascrivibili al cantiere”.

Le strutture sindacali così concludono: “Il contratto di solidarietà deve distribuire i carichi di lavoro in modo equo su tutto il personale, senza creare lavoratori di serie A e lavoratori marginalizzati. Inoltre, il lavoro straordinario è inaccettabile in presenza di un ammortizzatore sociale che riduce orario e stipendio alle persone. Infine, riteniamo indispensabile che le Rsu siano assistite dalle segreterie territoriali per monitorare in modo puntuale l'andamento della solidarietà nel cantiere”.