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Torna la cassa integrazione ordinaria nello stabilimento Stellantis di Torino Mirafiori. Dopo le continue interruzioni produttive delle Carrozzerie, si fermeranno per due settimane, dal 19 al 30 ottobre, mille lavoratori della linea della Fiat 500 elettrica e ibrida. “Siamo di fronte a una situazione complessa – ha spiegato un portavoce dell'azienda – nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno”.
“Sono passati solo otto mesi da quando la cassa integrazione è cessata in Carrozzeria”, commentano il segretario generale Fiom Cgil Torino Edi Lazzi e il responsabile Fiom di Mirafiori Gianni Mannori: “Otto mesi comunque intervallati da fermi produttivi settimanali iniziati nel mese di giugno, peraltro con il periodo di ferie che è stato prolungato”
E veniamo a oggi: “Dopo questo breve periodo di lavoro è arrivata la richiesta della cassa integrazione con il completo stop produttivo che rischia di essere il primo di una lunga serie, mettendo anche a rischio la conferma dei 400 ragazzi interinali che lavorano in Carrozzeria”.
Lazzi e Mannori rimarcano il fatto “che, con questo stop, siamo al diciannovesimo anno consecutivo in cui le lavoratrici e i lavoratori sono collocati in cassa integrazione. Siamo per l'ennesima volta nel tunnel della cassa che, come sempre, pagheranno sulla loro pelle le lavoratrici e i lavoratori di Stellantis, ma anche quelli dell'indotto”.
I due dirigenti Fiom affermano di “essere stati facili profeti, indicando come rischio concreto il ritorno degli ammortizzatori sociali che sono stati richiesti dall'azienda non certo per la mancanza di componenti, come Stellantis ha cercato di far credere, ma per le scarse vendite dell'unico modello prodotto, come invece da noi sostenuto”.
Lazzi e Mannori così concludono: “Per questa ragione continuiamo a battere sul concetto che un solo modello non basta. Adesso è urgente un incontro tra sindacato, azienda e istituzioni a tutti i livelli per trovare al più presto soluzioni per Mirafiori e Torino in generale, finalizzate a contrastare il declino che il nostro territorio sta attraversando da troppo tempo”.






















