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Shkelzen Pali, un operaio di 35 anni è morto tra Castiglione dei Pepoli, provincia di Bologna, e Montepiano, provincia di Prato, mentre era impegnato con alcuni colleghi su un versante scosceso nel taglio di un bosco. L’uomo, dipendente de “Le Fontanelle”, ditta agroforestale del luogo, stava movimentando dei tronchi con l’uso di un verricello, assieme a un collega, con cui comunicava via radio. Quando non ha ricevuto risposta si è recato sul luogo e l’ha trovato morto. Il 35enne, soccorso in località Spinareccia di Rasora, è stato trovato a terra accanto a un tronco e con ferite sul corpo. Sul posto è intervenuto il 118 con un’automedica e l’elicottero, ma per la vittima non c’è stato nulla da fare. Sul posto anche carabinieri e vigili del fuoco.
Rabbia e dolore per l’ennesimo morto sul lavoro. Si chiamava Shkelzen Pali
La Flai Cgil e la Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna esprimono indignazione e rabbia per la morte dell’operaio forestale Shkelzen Pali, morto nello svolgimento del proprio lavoro e ultimo di una scia di sangue giornaliera senza soluzione di continuità. “Esprimiamo il nostro cordoglio ai colleghi di lavoro e ai famigliari che cercheremo di raggiungere per metterci a loro disposizione. Come Flai Cgil e Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna ci costituiremo parte civile al processo con l’intento di arrivare a verità e giustizia. Le parole mancano e resta la rabbia”.
“Un altro morto sul lavoro – proseguono Flai e Cgil Bologna –. Un giovane lavoratore migrante. E andiamo a rileggere il report dell’Osservatorio curato da Carlo Soricelli che pochi giorni fa ci ricordava che al 30 settembre erano già 148 i lavoratori stranieri che, nel solo 2026, hanno perso la vita al lavoro. Resta la rabbia ma non ci rassegniamo a un Paese dove i morti sul lavoro sono un rischio calcolato del sistema produttivo. Non ci rassegniamo a un Paese dove regna l’ingiustizia. E allora ci prepariamo alla manifestazione nazionale di sabato 17 ottobre, che non potrà che essere che l’inizio di un autunno di lotta. Per Shkelzen, per tutte e tutti”.






















