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Il passaggio di Isab a Ludoil segna un cambio di proprietà importante per uno dei principali poli industriali italiani e per l’economia dell’area di Priolo, Melilli e Siracusa. La nuova proprietà annuncia 1,3 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni, il riavvio di impianti oggi fermi e lo sviluppo della filiera dei biocarburanti. Per la Cgil e la Filctem Cgil Siracusa, però, il completamento dell’operazione societaria non è un punto di arrivo: deve diventare l’avvio di un confronto concreto sul futuro industriale, occupazionale e ambientale del polo.
“Abbiamo letto il comunicato ufficiale di Ludoil e quello che abbiamo chiesto ai dirigenti della raffineria è che aspettiamo a brevissimo termine che la nuova proprietà ci convochi per verificare quello che hanno promesso”, dice Carmelo Rapisarda, segretario organizzativo della Filctem Cgil Siracusa.
La Cgil territoriale considera l’acquisizione della maggioranza di Isab “un passaggio importante per il futuro del polo industriale siracusano” e sottolinea come il nuovo assetto consenta finalmente di fare chiarezza sulla governance di una delle realtà industriali considerate strategiche per il territorio e per il Paese.
Il ritorno della guida industriale di Isab in mani italiane, sostiene il sindacato, “può rappresentare l’inizio di una nuova fase”. Ma ora, aggiunge, servono atti concreti e verificabili. La richiesta è quindi di convocare rapidamente le organizzazioni sindacali per conoscere nel dettaglio tempi, modalità e contenuti degli investimenti annunciati e le prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento.
Il piano da 1,3 miliardi
Ludoil Capital, società interamente partecipata da Ludoil Energy, holding della famiglia Ammaturo, ha perfezionato l’acquisizione del 51% di Isab da Goi Energy, dopo l’esito positivo del procedimento Golden Power. Si sono concluse senza prescrizioni anche l’autorizzazione Antitrust e la verifica prevista dal regolamento europeo sulle sovvenzioni estere.
Il closing arriva poco più di quattro mesi dopo l’annuncio dell’accordo, datato 13 maggio. Da oggi Ludoil assume la guida industriale e la gestione della raffineria, i cui impianti sono distribuiti tra Priolo, Melilli e Siracusa. Il valore dell’intero asset è indicato dalla società in un miliardo di euro in termini di enterprise value, mentre non è stato reso noto il prezzo pagato per il 51%.
Il piano industriale si muove su due direttrici. La prima riguarda il rilancio della capacità della raffineria attraverso il riavvio e l’ammodernamento di alcune unità di processo dismesse. Tra queste ci sono la distillazione primaria e la desolforazione nel sito Nord, il solvent deasphalting nel sito IGCC-Sud e il thermal cracking, sempre nel sito Sud.
“L’unica certezza che abbiamo è che stanno lavorando per avviare tutti gli impianti anche quelli che erano fermi da qualche anno e quindi un revamping importante”, osserva Rapisarda.
Il riavvio delle unità dovrebbe aumentare la capacità di lavorazione e orientare la produzione verso distillati con minore tenore di zolfo e minore contenuto carbonico. Nel complesso, gli investimenti previsti ammontano a circa 1,3 miliardi di euro in cinque anni.
Il secondo asse riguarda i biocarburanti. Il percorso è già partito a luglio con il co-processing all’FCC del sito Nord. L’obiettivo è utilizzare oli vegetali non alimentari per produrre biobenzine, Saf, il carburante sostenibile per l’aviazione, e Hvo, un biocarburante utilizzabile in sostituzione del gasolio. In una prima fase saranno utilizzati gli impianti esistenti, mentre successivamente sono previste unità dedicate.
Lavoro e indotto al centro del confronto
Sul fronte occupazionale Ludoil comunica la conferma dell’intero organico attuale di Isab. Nel quinquennio del piano, le commesse legate agli investimenti dovrebbero coinvolgere circa mille persone aggiuntive tra ingegneria, logistica e costruzioni. A regime, sono previsti circa cento nuovi tecnici e operatori specializzati.
Numeri che il sindacato vuole però verificare insieme alle ricadute sull’indotto. La raffineria è infatti al centro di una rete di imprese e professionalità che svolgono attività di manutenzione, servizi e lavorazioni specialistiche e che rappresentano una componente importante del sistema industriale siracusano.
“Quello che chiediamo ovviamente è la conferma dell’occupazione sia dei lavoratori diretti ma soprattutto per quelli dell’indotto”, afferma Rapisarda. “Dobbiamo verificare come faranno funzionare gli appalti e le gare per la manutenzione ordinaria”.
La Cgil di Siracusa allarga il perimetro del confronto. Accanto alle tutele occupazionali indica come priorità la sicurezza sul lavoro, la salute, la tutela ambientale e l’innovazione produttiva. La transizione energetica, sostiene il sindacato, deve essere accompagnata da investimenti capaci di rendere le produzioni progressivamente più sostenibili senza scaricare il processo sul lavoro.
Il territorio siracusano, ricorda la Cgil, ha pagato per decenni un prezzo elevato sul piano ambientale e sanitario per il suo ruolo di grande polo energetico e industriale. Da qui la richiesta di una fase di riconversione, innovazione e risanamento che tenga insieme diritto al lavoro, salute e ambiente.
Una nuova fase per il polo siracusano
La Cgil lega questa nuova fase anche alla necessità di ricostruire un’azione comune del sindacato nel distretto. Nel comunicato, la confederazione parla della necessità di “rilanciare con forza l’unità sindacale” e di costruire una piattaforma comune sulle trasformazioni che interesseranno il polo industriale.
Occupazione, investimenti, salute e sicurezza, ambiente e innovazione produttiva, nella lettura della Cgil, non sono questioni separate ma parti dello stesso confronto sul futuro industriale del territorio. L’obiettivo dichiarato è partecipare alle scelte che riguarderanno la trasformazione del distretto, e non limitarsi a gestirne le conseguenze.
“Auspichiamo che con la nuova proprietà possa aprirsi una stagione diversa, fondata sul dialogo, sulla trasparenza, sull’unità del mondo del lavoro e su relazioni industriali solide e costruttive”, scrive la Cgil di Siracusa.
Il nuovo assetto societario è intanto definito. Nella prima assemblea dei soci Isab ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione: Marco Russo Spena è presidente e Paolo Fedeli amministratore delegato, entrambi designati da Ludoil; Fabio Cadeddu è invece il consigliere espressione del socio di minoranza.
Per la Filctem, ora, il primo passaggio è incontrare la nuova proprietà. “Possiamo solo sperare di avere una proprietà con cui confrontarci, discutere del piano e delle sue ricadute”, conclude Rapisarda.






















