Uscire dalla stagione delle opere isolate e frammentate e costruire un vero Piano nazionale dei trasporti e della logistica. È la proposta della Filt Cgil emersa dalla due giorni di Bari “Infrastrutture 2030: oltre il Pnrr, l’Italia del futuro”, dedicata alle prospettive delle infrastrutture e dello sviluppo del Paese dopo la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

“Dobbiamo uscire definitivamente dalla stagione delle opere isolate e frammentate – ha detto nella sua relazione la coordinatrice nazionale delle infrastrutture della Filt Cgil, Monica Santucci – per costruire insieme un vero Piano Nazionale dei Trasporti e della Logistica guidato da una cabina di regia permanente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il coinvolgimento di Regioni, Enti, imprese e sindacato”.

Secondo Santucci, il piano dovrebbe essere fondato su aggregazioni industriali per superare il nanismo delle oltre 100 mila micro-imprese del settore, sull’applicazione dei contratti leader attraverso un tavolo della legalità e su una giusta sostenibilità, supportata da ammortizzatori sociali e piani straordinari di riqualificazione professionale per i lavoratori.

Le opere prioritarie e il fondo per le infrastrutture

Il tema delle risorse è stato centrale nell’intervento del segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio. “Il nodo vero – ha sottolineato – è uscire dal tema che mancano le risorse, perché le risorse, quando si vuole, si trovano. Il punto è spostare risorse da capitoli di spesa ad altri, provando a interrogarsi su come farlo. E questa è una scelta politica”.

Nella giornata conclusiva dell’iniziativa Malorgio ha rilanciato la proposta di un fondo per finanziare le infrastrutture dopo la fine del Pnrr. “Proviamo a puntare sulle opere prioritarie e mettiamoci assieme per costituire un fondo di investimenti, anche con la partecipazione dei lavoratori, attraverso un contributo da parte dei fondi di previdenza complementare dei trasporti che consenta di finanziare le infrastrutture dopo la fine del Pnrr”, ha detto rivolgendosi ai vertici aziendali e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La proposta era già stata indicata da Malorgio nel corso della tavola rotonda. Per il segretario generale della Filt Cgil, la previdenza complementare può consentire ai Fondi di investire una quota del risparmio previdenziale nei grandi progetti infrastrutturali nazionali “a redditività protetta e garanzia pubblica”. “È il modo più sano ed etico per far sì che il risparmio dei lavoratori e delle lavoratrici diventi il motore per ammodernare i porti, i treni, gli aeroporti e la logistica dell’Italia”.

Tra le opere prioritarie indicate dalla Filt Cgil c’è l’Alta velocità Bari-Napoli. “Proviamo a puntare sulle opere prioritarie – ha proseguito Malorgio – questa è una delle opere simbolo e più importanti, fondamentale per connettere e dare un’opportunità al Paese e alla Puglia, per potere crescere dal punto di vista commerciale e produttivo”.

Logistica, trasporto pubblico e sistema ferroviario

Per Malorgio, accanto alle infrastrutture, c’è la necessità di intervenire sulla struttura industriale della logistica italiana. “Dobbiamo inoltre riappropriarci della filiera della logistica – ha detto – e lo devono fare le imprese, anche il Gruppo Fs italiane, mettendosi insieme, costituendo un grande operatore italiano che sia in grado di competere investendo sulla qualità del trasporto”.

Il segretario generale della Filt Cgil ha poi criticato alcune recenti scelte politiche. “Non faremo sconti sulla scellerata decisione di mettere il servizio intercity ferroviario messo a gara su più lotti perché non migliora il servizio e va a scapito dei lavoratori in quanto non sono previste né clausole sociali né clausole di garanzia contrattuale”.

La Filt chiede inoltre un miliardo di euro per il Fondo nazionale trasporti che finanzia la mobilità nelle città e che, secondo il sindacato, “sta scomparendo dentro il federalismo fiscale”. Malorgio ha espresso infine preoccupazione per la riforma portuale in discussione: “Non ci convince e riteniamo che manchino una serie di equilibri e garanzie”.

Oltre le opere simbolo, infrastrutture per la coesione

Proprio la politica è stata interrogata nella tavola rotonda del pomeriggio con l’europarlamentare Nicola Zingaretti, il senatore Antonio Misiani e le deputate Patty L’Abbate e Francesca Ghirra, alla quale hanno partecipato anche la segretaria della Cgil Puglia Gigia Bucci e l’assessore della Regione Puglia Eugenio Di Sciascio. Nel confronto è stata sottolineata la necessità di dire no alle opere simbolo e di concentrarsi sulle opere diffuse nel Paese.

All’iniziativa è stato centrale il contributo del professor Cascetta sugli scenari delle infrastrutture e sulla programmazione dei finanziamenti post-2026. In apertura di giornata ci sono stati i saluti istituzionali di Gianni De Lello, segretario generale Filt Puglia, Domenico Ficco, segretario generale Cgil Bari, e Vito Leccese, sindaco di Bari.

A introdurre la seconda giornata è stato il segretario nazionale Filt Cgil Eugenio Stanziale, che ha ribadito un chiaro no a chi vuole privatizzare le port authority, la rete ferroviaria o a chi vuole “spaccare il Paese con l’Autonomia differenziata”. “C’è bisogno di costruire infrastrutture necessarie ai cittadini e ai lavoratori e alle lavoratrici. È questo il tema su cui noi proviamo a lanciare un messaggio. L’eredità che vogliamo lasciare non è cemento ma coesione”.

Sono seguiti gli interventi di Paola De Micheli, deputata ed ex ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato del Gruppo FS Italiane, Arrigo Giana, amministratore delegato di Aspi, Roberto Petri, presidente di Assoporti, Antonio Maria Vasile, presidente Aeroporti di Puglia (Aeroporti 2030), Antonello Lucente, vice direttore generale Anav, Federico Pittaluga, amministratore delegato di Medlog, e Stefano Malorgio.

“La quantità, il livello degli ospiti ed i contributi di qualità – ha sostenuto infine Malorgio nelle sue conclusioni – sono la dimostrazione che il tema che abbiamo scelto per questa iniziativa delle infrastrutture dopo la fine del Pnrr è stato azzeccato e corretto”.

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