A maggio l’operazione era stata definita e autorizzata. Poche settimane dopo, però, il nuovo investitore privato ha deciso di non entrare più nella compagine societaria di Holostem. Il risultato è che una delle realtà più avanzate del biotech italiano ed europeo si ritrova nuovamente in emergenza finanziaria. Secondo quanto denunciano Filctem Cgil Modena e la Rsu, le risorse disponibili sono ormai in esaurimento e, allo stato attuale, non esistono garanzie sulla continuità aziendale nemmeno per il mese di luglio.

La situazione riporta indietro le lancette al novembre 2023, quando l’azienda aveva già rischiato la chiusura. Allora il salvataggio arrivò grazie all’intervento della Fondazione Enea Tech e Biomedical, che acquisì la società garantendo la prosecuzione delle attività di ricerca e produzione.

Un percorso che sembrava concluso

L’inizio del 2026 aveva fatto sperare in una stabilizzazione definitiva. Era infatti terminato con esito positivo il percorso di ricerca di un nuovo partner industriale destinato a sostenere lo sviluppo dell’azienda. A maggio il progetto appariva ormai concluso, con il via libera dello stesso ministero delle Imprese e del made in Italy.

La svolta attesa non si è però concretizzata. Il passo indietro dell’investitore ha lasciato scoperta la società senza che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, fossero stati predisposti scenari alternativi in grado di garantire la continuità produttiva e occupazionale. Una mancanza che oggi alimenta interrogativi e preoccupazioni sul futuro immediato dell’azienda.

Le accuse al ministero delle Imprese

Filctem Cgil e Rsu puntano il dito contro il ministero delle Imprese e del made in Italy, chiamato a vigilare sull’operazione. I sindacati chiedono di capire cosa abbia determinato il fallimento dell’ingresso del nuovo socio e perché non siano stati predisposti piani di emergenza.

Le domande riguardano sia il percorso che ha portato all’autorizzazione dell’operazione sia le verifiche effettuate sull’affidabilità dell’investitore. “C’è stata poca vigilanza su un’operazione così strategica? È mancata la volontà di valutare un piano di continuità?” chiedono i rappresentanti dei lavoratori, denunciando l’assenza di risposte ufficiali e di certezze sul futuro dell’azienda.

Un patrimonio scientifico che rischia di andare disperso

La vicenda non riguarda soltanto l’occupazione. Holostem è considerata una delle eccellenze europee nel campo delle terapie avanzate e delle malattie rare. È stata la prima azienda a ottenere l’autorizzazione alla commercializzazione in Europa di un farmaco di Terapia Avanzata e ospita la più grande officina farmaceutica italiana autorizzata da Aifa, con 17 stanze dedicate alla produzione e allo sviluppo di trattamenti innovativi.

L’azienda figura inoltre tra le cinque realtà italiane che hanno ottenuto fondi europei per progetti di ricerca sulle malattie rare e partecipa ai tavoli continentali dedicati alla costruzione di una rete di centri di eccellenza per le Terapie Avanzate. Per questo motivo sindacati e lavoratori avvertono che una chiusura metterebbe a rischio oltre quindici anni di competenze scientifiche e attività di ricerca sviluppate a beneficio dei pazienti.

Tavolo regionale e 16 ore di sciopero

In attesa di una risposta da parte del Governo, Filctem Cgil e Rsu hanno ottenuto la convocazione di un tavolo regionale sulla crisi in Emilia-Romagna. Parallelamente l’assemblea dei lavoratori ha approvato all’unanimità un pacchetto di 16 ore di sciopero.

Le iniziative potrebbero partire nelle prossime settimane se dal ministero non arriveranno indicazioni concrete sulla continuità aziendale. Il tempo, però, si sta riducendo rapidamente: senza nuove risorse finanziarie, il destino di una delle aziende simbolo della ricerca biomedica italiana potrebbe decidersi già nelle prossime settimane.