La sicurezza delle autostrade siciliane torna al centro dello scontro tra governo nazionale, Regione e sindacati. A18 Messina-Catania-Siracusa e A20 Messina-Palermo sono considerate a rischio per le condizioni della rete e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha indicato in 5,5 miliardi di euro in dieci anni il fabbisogno necessario per adeguare la viabilità dell’isola.

Per Cgil Sicilia, Filt Cgil e Fillea Cgil Sicilia, però, il problema non può essere affrontato soltanto attraverso l’allarme sulla sicurezza o l’ipotesi di chiusure. “I mancati interventi sulla A18 e sulla A20 e adesso il rischio della chiusura di queste autostrade sono stati e sono un danno per i cittadini, i lavoratori, il sistema delle imprese”, scrivono i segretari generali Alfio Mannino, Alessandro Grasso e Giovanni Pistorio.

La domanda posta dai sindacati riguarda soprattutto le risorse. La Cgil contesta infatti al ministero di non aver assunto un ruolo adeguato mentre, secondo le organizzazioni, al governo centrale venivano sottratti alla Sicilia oltre un miliardo di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione, risorse destinate anche alle infrastrutture. “Il Mit che ora certifica che queste arterie sono insicure dov’era quando il governo centrale scippava alla Sicilia oltre un miliardo di euro del Fondo di sviluppo e coesione?”, chiedono Mannino, Grasso e Pistorio.

Sicurezza e investimenti

Il tema non riguarda soltanto la manutenzione delle due autostrade. Per i sindacati, le condizioni della rete sono il risultato di problemi che vengono denunciati da tempo e che avrebbero richiesto una programmazione degli interventi prima di arrivare all’attuale situazione.

Nel mirino finisce anche la Regione siciliana, accusata di non aver difeso adeguatamente le risorse e di non aver affrontato per tempo le criticità della viabilità. “Dov’era la Regione quando i problemi erano evidenti, le nostre denunce e proposte per una viabilità adeguata, dignitosa e sicura puntuali e si poteva dunque evitare a monte questa situazione?”, scrivono i tre segretari.

Secondo Cgil, Filt e Fillea, quindi, il fabbisogno indicato dal Mit deve essere accompagnato da decisioni concrete sulle risorse e sugli interventi. Il ministero, sostengono, non può limitarsi a segnalare le condizioni della rete e a prospettare la chiusura delle autostrade: deve esercitare le competenze che gli spettano.

Nel mirino anche il Cas

Nella nota viene richiamata anche la situazione del Consorzio per le autostrade siciliane. “Le inefficienze strutturali, organizzative e politiche del Cas e le carenze di organico sono note e da noi ripetutamente denunciate”, affermano Mannino, Grasso e Pistorio.

La critica dei sindacati si estende dunque alla gestione complessiva del sistema autostradale siciliano, che secondo la Cgil sconta problemi organizzativi e una programmazione insufficiente. L’obiettivo indicato è evitare che le condizioni delle infrastrutture si traducano in isolamento territoriale, rischi per gli utenti e conseguenze sul sistema produttivo.

“Non permetteremo che l’inefficienza dei governi, nazionale e regionale, isoli aree importanti della Sicilia, mettendo a rischio la vita degli utenti e paralizzando l’economia”, concludono i segretari regionali di Cgil, Filt e Fillea.