“Quando le risorse arrivano ai lavoratori attraverso una scelta contrattuale, è sempre una buona notizia. Significa che le parti, sindacato e Aran hanno fatto il loro lavoro e raggiunto un’intesa capace di produrre benefici concreti per il personale. Per questo, i circa 60 milioni di euro destinati al beneficio economico delle nuove posizioni economiche Ata sono certamente importanti e vanno salutati positivamente. Ma occorre evitare la propaganda sui numeri”. Lo scrive, in una nota, la Flc Cgil.

I 120 milioni annunciati dal ministro Valditara “comprendono infatti anche gli arretrati maturati nel tempo. Il raddoppio, dunque, non è un merito del ministro – continua la nota - , semmai è la conseguenza del ritardo con cui il Ministero ha dato attuazione a quanto previsto dal contratto. Anche le 6 mila posizioni economiche che si dice saranno attribuite successivamente sono la conferma di un ulteriore ritardo da ascrivere alla burocrazia ministeriale”.

“Trasformare gli arretrati accumulati a causa di questo ritardo in una ‘promessa mantenuta’ significa confondere due piani completamente diversi – sottolinea il sindacato di categoria-. Il beneficio economico per i lavoratori nasce dalla contrattazione ed è quindi da ascrivere alle organizzazioni sindacali e all’Aran che hanno costruito quell’accordo. Il ritardo nella sua attuazione invece è responsabilità dell’amministrazione, che aveva il dovere di applicare tempestivamente il Ccnl”.

“C’è poi un’altra omissione ricorrente quando il ministro parla degli aumenti contrattuali - rimarca la Flc -: all’appello mancano circa 11 punti di inflazione riferiti al triennio 2022-2024 mai recuperati. Ma tant’è. La vanagloria sembra ormai essere diventata la cifra dell’amministrazione governativa nel suo complesso, e quella dell’Istruzione non fa eccezione”.

La Flc aggiunge: “I lavoratori Ata sanno benissimo che i soldi in questione non sono una benevola concessione del Ministro, ma derivano da un accordo conquistato attraverso la contrattazione. Quello che chiedono è che i contratti vengano rispettati nei tempi previsti, che le retribuzioni siano adeguate, gli organici siano sufficienti e che l’amministrazione sia capace di dare tempestiva attuazione agli accordi sottoscritti”.