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Nel corso del 2023 in Campania ci sono stati 42.603 nati vivi. Le IVG (Interruzioni Volontarie di Gravidanza) sono state 6.045. Il tasso di fecondità è del 35,4%. Il 97,3% delle IVG è stato effettuato da donne di età compresa tra i 18 e i 49 anni. Il 2,7% da minori di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Solo lo 0,3% delle IVG è stato richiesto da minori di 15 anni. I consultori pubblici in Regione Campania sono passati dai 139 del 2022 a 121: 1 ogni 10 mila donne in età fertile. Cresce il ricorso all’IVG farmacologica, che copre il 46,2% degli interventi. Il 46,9% è effettuato ancora in isterosuzione. Il 99% degli interventi non ha avuto complicanze. E la Campania supera la media nazionale di medici obiettori, con il 71,4% di ginecologi e ginecologhe in confronto al 57,1% della media nazionale; il 52,8% di anestesisti e anestesiste contro il 35,1% a livello nazionale e il 65,8% del personale non medico a fronte di una media italiana che sfiori il 31%.
Sono questi alcuni dei dati resi pubblici nel corso dell’iniziativa dello scorso 23 settembre dal titolo “Libere e Sicure”, promossa dal coordinamento Politiche di Genere della Cgil Campania sui temi del diritto all’autodeterminazione, della salute sessuale e riproduttiva, dell’educazione al rispetto e della difesa della legge 194/78 sulla libertà di aborto.
Ricciardi, Cgil Napoli e Campania: “Siamo di fronte a una minaccia continua diretta alla libertà femminile”
“Siamo di fronte a una minaccia continua diretta alla libertà femminile. L’autodeterminazione sul nostro corpo, sulla nostra salute e sulle nostre scelte di vita – ha detto la responsabile delle Politiche di Genere della Cgil Napoli e Campania, Gaetanina Ricciardi – non è una concessione né un privilegio: è un diritto non negoziabile. Ed è proprio alla luce dello scenario preoccupante in cui si trovano i diritti delle donne e la loro libertà di autodeterminazione, che la nostra iniziativa assume un valore politico ancora più forte e urgente, dimostrando nei fatti la nostra determinazione nel ribadire che non permetteremo passi indietro né ostacoli all’accesso ai servizi sanitari pubblici o riduzioni della nostra autonomia”.
Le proposte della Cgil
Nel corso dell’iniziativa sono state presentate anche le proposte del sindacato per migliorare la qualità e l’accesso alle cure nella regione. Proposte che sono state consegnate alla Presidente della Commissione regionale Sanità, Loredana Raia, intervenuta in rappresentanza del governatore Fico e della Regione Campania. Le richieste del coordinamento Politiche di Genere sono state ampiamente accolte dalla presidente che ha confermato l’impegno della Regione Campania in merito alla richiesta del coordinamento della Cgil per l’insediamento di un tavolo regionale di confronto permanente sulla salute femminile e l’autodeterminazione, l’insediamento di un osservatorio regionale sull’applicazione della legge 194/78 e lo stato di funzionamento dei consultori e l’implementazione di strumenti e azioni mirate alla prevenzione e all’educazione sessuo-affettiva.
Ricci, Cgil Napoli e Campania: “Il livello di libertà e autodeterminazione delle donne oggi è in serio pericolo”
“I livelli di civiltà e democrazia del Paese – ha detto il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci – si misurano con tanti indicatori significativi. Il livello di libertà e autodeterminazione delle donne oggi è in serio pericolo. Le parole di Tajani e di Vannacci e il silenzio di Meloni – ha detto – rappresentano in questo periodo la vera deriva verso la regressione sociale e culturale del nostro Paese. L’aumento dei femminicidi, la violenza, la prevaricazione e l’attacco alla legge 194, che per noi rappresentano un tassello dell’autonomia e della consapevolezza nelle scelte delle donne, sono dei segnali preoccupanti. Per contrastare tutto ciò – ha concluso Ricci – servono investimenti per la sanità pubblica, incremento di presidi e consultori con l’assunzione di personale per rispondere alle esigenze e ai numeri che abbiamo illustrato”.






















