"Il taglio ai comuni è un attacco ai servizi per i più deboli. I poveri saranno più poveri, non avremo più gli asili né sostegno per i lavoratori che hanno perso il lavoro". E' quanto afferma Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, dal palco di Roma nel giorno dello sciopero generale proclamato dal sindacato di Corso d'Italia.
Camusso ha anche attaccato il ministro Renato Brunetta: "L'attacco al lavoro pubblico vuol dire intaccare le istituzioni e i servizi pubblici per i cittadini". E poi ha continuato: "In quale altro Paese si pensa di attaccare le feste pubbliche che restituiscono la nostra identità? Non rinunceremo mai alle nostre feste laiche".
Secondo la segretaria generale, inoltre, "questa manovra rompe il patto con i cittadini. Paghi chi ha un po' di più, e meno chi ha sempre pagato. Si tassino le grandi ricchezze e i grandi patrimoni e si porti avanti una lotta seria all'evasione". "Occorre, però – avverte - la volontà politica di rinunciare a difendere una parte di privilegiati", perché "non si può più fare cassa sulle condizioni dei lavoratori e dei pensionati". "La manovra – infine conclude - guarda alla crescita solo in due casi, ma per deprimerla: si tagliano le risorse alle energie rinnovabili e alla cooperazione, due settori che hanno conosciuto un grande sviluppo in questi anni".
Camusso: taglio a comuni è attacco ai più deboli
6 settembre 2011 • 00:00






















