“Il ministro delle Imprese Urso parla di accordo tra Stellantis e case automobilistiche cinesi con l’obiettivo di saturare gli stabilimenti italiani”. A dirlo è il segretario nazionale Fiom Cgil Samuele Lodi, precisando che “è paradossale avallare l’alibi che i cinesi non investono in Italia indipendentemente da Stellantis, adducendo l’indisponibilità dei siti produttivi. Un fatto non vero. È vero invece che a latitare sono la volontà politica del governo e le politiche industriali”.

Il dirigente sindacale ritiene che “debba essere convocato un tavolo al Mimit per aprire un vero confronto con Stellantis e il governo. In questi anni abbiamo sentito tanti annunci mai realizzati. Ci vogliono fatti concreti e certi: devono essere garantiti tutti i processi di costruzione e assemblaggio negli stabilimenti italiani. Servono garanzie sui volumi e strutturalità degli investimenti stranieri”.

Lodi così conclude: “Le fabbriche cacciavite non devono essere la soluzione. Occorre arrivare a soluzioni che garantiscano il futuro dell’automotive in Italia. Stellantis deve allocare ulteriori produzioni rispetto a quelle già in atto e programmate negli stabilimenti, che al momento non sono sufficienti. Basta parole del governo e presunti impegni di Stellantis. Le lavoratrici e lavoratori di Stellantis e della componentistica vogliono investimenti e interventi concreti per dare una svolta al futuro dell’automotive in Italia”.