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Grande partecipazione alla giornata di mobilitazione nazionale promossa dal Silp Cgil per dare voce alle lavoratrici e ai lavoratori della Polizia di Stato. Tantissimi poliziotti e poliziotte si sono ritrovati in piazza Montecitorio a Roma e davanti alle Prefetture di grandi città come Milano, Napoli e Palermo per manifestare pacificamente e chiedere un segnale chiaro e immediato all'esecutivo Meloni.
L'iniziativa, si legge in una nota del Silp, “ha raccolto un forte sostegno diffuso su tutto il territorio nazionale, con manifestazioni di vicinanza e presìdi coordinati anche in altre realtà regionali, a partire dalla Sardegna, confermando come la battaglia per il rafforzamento della sicurezza pubblica sia un sentore comune e sentitissimo da Nord a Sud”.
Al centro della protesta vi è la richiesta urgente dello scorrimento della graduatoria del concorso per 411 vice ispettori della Polizia di Stato. Una procedura concorsuale interna che ha visto emergere oltre 3.400 idonei complessivi e che, al netto dei primi riassorbimenti, lascia ancora una platea di oltre 2.600 professionisti qualificati in attesa di inquadramento.
Il Silp evidenzia come “attingere da queste graduatorie rappresenti una scelta di assoluto buon senso economico e operativo. Permetterebbe infatti di immettere nei ruoli intermedi personale esperto che necessita di soli tre mesi di formazione anziché dei diciotto previsti per i concorsi esterni, evitando che gli stessi idonei interni debbano ripresentarsi ai bandi pubblici con un inutile dispendio di tempo e risorse per l'amministrazione”.
La mobilitazione ha acceso ancora una volta i riflettori su una sofferenza d'organico diventata oramai insostenibile. La Polizia di Stato registra attualmente un deficit di oltre 13.000 unità su scala nazionale rispetto alle piante organiche previste, aggravato da un turnover annuale di circa 5.000 pensionamenti non compensati e da un'età media del personale che ha ormai superato i 50 anni.
Mentre le poche immissioni disposte negli ultimi anni hanno riguardato prevalentemente il ruolo agenti ed assistenti, che continua in ogni caso ad essere sottodimensionato, il ruolo degli ispettori è stato colpevolmente trascurato, portando in forte affanno settori cruciali come la Squadra Mobile, la Digos, i Reparti Mobili, Commissariati di pubblica sicurezza e le Specialità.
Gli ispettori rappresentano la spina dorsale delle attività investigative, del coordinamento operativo e della lotta alla criminalità organizzata. "Lasciare sguarnite le figure intermedie significa depotenziare la capacità strategica della macchina della sicurezza, riducendola a un presidio meramente muscolare”, si legge nel comunicato.
Alla luce della manifestazione odierna, la segreteria nazionale del Silp Cgil “auspica che le istituzioni e il governo abbandonino le scelte amministrative incomprensibili e dimostrino concretezza e reale attenzione verso chi garantisce la sicurezza dei cittadini ogni giorno. Il sindacato proseguirà la propria azione con determinazione finché non arriveranno risposte formali e un provvedimento che valorizzi il merito, lo studio e il lavoro delle donne e degli uomini in divisa”.






















