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“Non siamo qui per fare una semplice opposizione: la piazza del 17 ottobre porta proposte precise, un insieme di cose da fare per affermare un altro modello sociale. Un altro modello di sviluppo che sia coerente con la nostra Costituzione e che rimetta al centro in Italia e in Europa il tema della fine della guerra, per la costruzione di una pace che sia fondata sulla centralità della diplomazia, della politica e della persona”.
Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini che oggi (12 ottobre) ha presentato presso l’Associazione stampa estera, La Via Maestra. La grande manifestazione nazionale in programma sabato 17 ottobre a Roma (il concentramento è previsto alle 13.30 in piazza della Repubblica da cui partirà il corteo diretto a piazza del Popolo) che vedrà sfilare insieme oltre 100 associazioni, tra cui la Cgil. Insieme a lui Sabrina Brizzola, coordinatrice nazionale dell’Udu, e Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci!.
Landini ha ricordato come il Paese stia vivendo “una situazione che ha peggiorato le condizioni di vita e di lavoro delle persone. Le nuove generazioni chiedono diritti, tutele e possibilità reali di usare la propria intelligenza per potersi costruire un futuro diverso”.
Il momento è dunque quello giusto per “unire tutte le lotte sociali che sono in campo. Quelle su lavoro, diritto allo studio, alla casa, a una sanità per tutti”.
Ma perché ciò avvenga, ha aggiunto, “servono scelte politiche che vadano a prendere le risorse dove sono. È necessaria dunque una vera riforma fiscale, una vera lotta all'evasione fiscale. Con una tassazione progressiva su tutti i redditi, non solo quelli da lavoro e da pensione”.
Bisogna in sostanza tassare in maniera adeguata le grandi ricchezze, le rendite finanziarie, i profitti: i soldi e le risorse ci sono. Occorre però “scegliere politicamente di ricostruire quell'eguaglianza e quella giustizia sociale che in questi anni è venuta meno”.
Dopo un doveroso passaggio sui lavoratori dell’Ilva che protestano per difendere il proprio lavoro (“chiediamo che l’attività non venga interrotta e che l'Italia non diventi l'unico paese industriale al mondo in cui la produzione di acciaio viene cancellata”), il segretario generale della Cgil ha affondato il colpo sulla legge di bilancio in via di definizione: “Contestiamo radicalmente il fatto che l'unica spesa aggiuntiva sia sulle armi. Siamo di fronte a 14 miliardi: un aumento di questa natura e per queste ragioni nella storia del nostro Paese non l’abbiamo mai visto”, mentre le esigenze sono altre: “Abbiamo bisogno di investire sul lavoro, perché non sia precario, sugli stipendi, sulla scuola, per la sanità pubblica, per il diritto alla casa”.
Per quanto riguarda la difesa del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, il leader della Cgil ha puntato l’indice contro il fiscal drag che, ha ricordato, “ha già portato dal 2022 al 2025 25 miliardi di entrate in più di tasse che lavoratori dipendenti e pensionati non avrebbero dovuto pagare”. Per questo, è necessario “introdurre un meccanismo automatico che rivaluti ogni anno le detrazioni e gli scaglioni, per fare in modo che gli aumenti lordi diventino netti e non si traducano in aumento delle tasse da pagare, con salari e pensioni che non sono più in grado di garantire il potere d'acquisto”.
In sintesi, ha concluso, la Cgil è grande protagonista di questo movimento della Via Maestra: “Abbiamo lavorato in questi anni insieme a tante associazioni, laiche e cattoliche, in difesa della piena attuazione della Costituzione per produrre i cambiamenti necessari al nostro Paese”.

























