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La Fdf di Vallese di Oppeano (Verona) è sull’orlo del fallimento. A dirlo è la Fiom Cgil territoriale, dopo l’incontro (che si è tenuto giovedì 1° ottobre presso la sede locale di Confindustria) con l’azienda metalmeccanica produttrice di barre cromate, controllata dal gruppo bresciano Aso Hp. Il prossimo confronto è già programmato per lunedì 12 ottobre.
“Un tavolo di confronto – spiega la Fiom – segnato dall'assenza dei soliti interlocutori aziendali, estromessi proprio a causa della gestione disastrosa che ha travolto la società e su cui la proprietà e i soci hanno preteso chiarezza, e dalla presenza di nuove figure incaricate di illustrare il reale stato dell'azienda”.
Il quadro delineato dalla nuova dirigenza evidenzia “una situazione poco rosea, aggravata da forti criticità e potenziali insolvenze economiche: un'elevata esposizione verso gli istituti di credito impone, infatti, l'immediata cessazione dell'attività per arrestare il passivo finanziario”.
L'azienda ha dunque annunciato l'intenzione di richiedere al ministero del Lavoro la trasformazione dell'attuale contratto di solidarietà per i suoi 60 dipendenti in cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività entro la fine dell'anno.
“È necessario – prosegue la categoria Cgil – non far ricadere le conseguenze di questa conduzione manageriale inadeguata sulle lavoratrici e sui lavoratori. Il declino dello stabilimento non è imputabile ai dipendenti, che in questi anni hanno sempre operato con impegno, senso di responsabilità e professionalità, ma a scelte gestionali non idonee che hanno messo pericolosamente a rischio la stabilità di una realtà storica del tessuto industriale”.
La Fiom ha dunque richiesto un piano di incentivazione all'esodo su base esclusivamente volontaria per favorire l'accesso alla Naspi, affiancato da percorsi di formazione e outplacement sostenuti dalla Regione Veneto. Nel contempo, ritiene indispensabile “promuovere la riconversione industriale del sito attraverso la cessione dell'area a un nuovo soggetto imprenditoriale capace di garantire continuità produttiva e occupazionale”.
Braccioforte, Fiom Verona: “Attivare tutti gli strumenti di tutela”
“Siamo di fronte all'ennesima dimostrazione di come scelte manageriali scellerate e incapaci finiscano per mettere a rischio la serenità e la sicurezza di decine di famiglie”. A dirlo è il segretario generale Fiom Cgil Verona Martino Braccioforte: “La Fdf è un pezzo di storia industriale di Vallese di Oppeano che non possiamo permetterci di veder scomparire nel silenzio per colpa di chi ha guidato male questa impresa”.
Braccioforte evidenzia che “i lavoratori e le lavoratrici hanno dato tutto, garantendo produzione e qualità anche nei momenti più complessi: oggi pretendono e meritano rispetto, dignità e risposte concrete”. La Fiom chiede che “per ognuno dei 60 dipendenti rimasti si attivino tutti gli strumenti di tutela sociale e di ricollocazione”, ma soprattutto lancia un appello affinché “chiunque abbia la capacità e la volontà di acquisire il sito e investire su questo impianto si faccia avanti subito”.
Il segretario generale Fiom Verona così conclude: “Bisogna ascoltare e aiutare 60 persone che chiedono con dignità soltanto di poter lavorare. Garantire la continuità industriale di questo sito deve essere l'obiettivo prioritario di tutti gli attori coinvolti. Salvare questi posti di lavoro e il sito produttivo significa dare attuazione ai principi di tutela dell'occupazione sanciti dalla nostra Costituzione e restituire una prospettiva di sviluppo a un intero territorio”.






















