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“Un fatto grave e inaccettabile, che colpisce al cuore il tessuto occupazionale e industriale del nostro territorio”. Così Cgil e Fiom di Massa Carrara commentano l’apertura della liquidazione giudiziale, con la consequenziale procedura di licenziamento per i circa 50 lavoratori, della Cmr, azienda di carpenteria operante nell’indotto della The Italian Sea Group (Tisg).
“La comunicazione dell’azienda è l’epilogo drammatico di una gestione che denunciamo e contrastiamo già da tempo”, spiegano i sindacati: “Siamo passati dai 133 dipendenti di gennaio ai circa 50 attuali, che a breve verranno licenziati. Non siamo di fronte a una semplice crisi aziendale isolata, ma ai primi pesantissimi esuberi strutturali del cantiere Tisg, dei quali la responsabilità non può non essere ricondotta alle scelte e alle dinamiche imposte dal committente”.
Cmr, infatti, opera in un regime di totale ed esclusiva monocommittenza per The Italian Sea Group: “Lo squilibrio finanziario e l’improvviso stallo che hanno travolto Cmr sono la diretta conseguenza delle decisioni e dei blocchi operativi di Tisg, che non può oggi sfilarsi dalle proprie responsabilità sociali e industriali, scaricando il prezzo delle proprie scelte commerciali sui lavoratori”.
A rendere ancora più grave la situazione, evidenziano Cgil e Fiom territoriali, c’è poi il tema della regolarità contributiva. “Cmr risulta operare all’interno del cantiere senza Durc regolare dal mese di aprile”, proseguono: “Nelle ultime ore numerosi lavoratori, verificando la propria posizione previdenziale, hanno scoperto che i contributi non risulterebbero versati già dal mese di gennaio”.
Per il sindacato di Massa Carrara questa è “una circostanza gravissima sulla quale pretendiamo immediati chiarimenti. Chi pagherà adesso questi contributi? chi garantirà ai lavoratori tutto ciò che è stato loro sottratto? com’è stato possibile che un’impresa priva di regolarità contributiva continuasse a operare per mesi all’interno del cantiere? forse che Cmr e i suoi lavoratori erano essenziali per concludere le barche? I lavoratori riferiscono di aver svolto attività mai fatte prima, come la lucidatura tech, tutte attività non oggetto dell’appalto. Su questo pretendiamo che siano effettuate le verifiche necessarie e accertate le eventuali responsabilità lungo l’intera filiera dell’appalto”.
Cgil e Fiom territoriali così concludono: “Dal racconto dei lavoratori Cmr emergerebbe un quadro che, se confermato, farebbe sorgere pesanti dubbi sulla genuinità dell’appalto. Nella sostanza, la direzione del lavoro, le direttive e l’organizzazione dei dipendenti sarebbero state determinate in modo stringente dalla committenza, configurando nei fatti un vero e proprio rapporto di subordinazione nei confronti di The Italian Sea Group. Tisg non può continuare a scaricare i lavoratori quando insorgono criticità finanziarie”.






















