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“Celebrare oggi, a ottantatré anni di distanza, le Quattro Giornate di Napoli non significa soltanto rendere omaggio a una delle pagine più eroiche e luminose della nostra storia repubblicana e antifascista. Significa interrogare il presente attraverso la lezione viva di un popolo che, tra il 27 e il 30 settembre del 1943, scelse di non subire la storia, ma di scriverla in prima persona”. É quanto afferma il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, che questa mattina ha preso parte alle celebrazioni per la ricorrenza delle Quattro Giornate in piazza Carità.
“Quella di Napoli – ricorda Ricci – fu la prima grande insurrezione popolare in Europa a liberare una grande città dall'occupazione nazifascista prima ancora dell’arrivo degli Alleati. Donne e uomini, operai e intellettuali, studenti, vecchi e giovani imbracciarono le armi e alzarono barricate non guidati da un apparato militare precostituito, ma dalla spinta irrefrenabile della dignità, della libertà e della giustizia sociale”.
“Oggi, nello scenario politico e sociale dell’Italia contemporanea – secondo Ricci – la memoria di quei giorni ci interroga con urgenza. Viviamo in un tempo segnato da profonde disuguaglianze, dalla frammentazione sociale, dalla disaffezione verso i luoghi della partecipazione democratica e da rigurgiti di intolleranza che minacciano i valori fondanti della nostra Costituzione. Di fronte a queste derive – conclude – l’esempio di Napoli ci ricorda che la democrazia non è una conquista definitiva, ma un cantiere aperto che esige cura quotidiana, responsabilità e coraggio civico”.






















