C’è il fumetto “Il filo rosso diventa ponte”, realizzato dalla 1 S serale dell’Iiss Piera Cillario Ferrero di Alba (Cuneo), che unisce parola ed emozione partendo dalla memoria di Jerry Masslo per riflettere sulla dignità umana. E c’è la tesi di Alice Scomazzon del Geneva Graduate Institute su agromafie e caporalato in Calabria, un’analisi etnografica sul campo che dimostra come criminalità organizzata e distorsioni di mercato conducano allo sfruttamento dei lavoratori migranti.

E ancora la video-inchiesta “La Fabbrica degli irregolari – come il decreto flussi crea irregolarità”, di Sebastian Viskanic e Filippo Poltronieri, un’indagine che svela i meccanismi burocratici ed escludenti che trasformano lavoratori regolari in invisibili.

Sono i vincitori 2026 del premio Jerry Masslo promosso dalla Flai Cgil rispettivamente delle sezioni scuola, università e giornalisti, autori e documentaristi, attribuito il 3 ottobre scorso a Villa Literno (Caserta), al termine di una manifestazione che ha visto al centro dibattiti, tavole rotonde e seminari sui temi dell’accoglienza e di un altro modo di fare Europa e Italia.

Inclusione e antirazzismo

Una riflessione civile sull’inclusione, l’antirazzismo, la dignità del lavoro e della cittadinanza, in memoria del bracciante sudafricano ucciso il 25 agosto 1989 durante un blitz di criminali nelle baracche di Villa Literno, dove viveva in condizioni durissime con molti altri migranti.

Il premio rappresenta uno degli appuntamenti più significativi nel panorama nazionale dedicato alla memoria delle vittime dello sfruttamento lavorativo e alla promozione di una cultura dei diritti. Un’occasione per riaffermare che la storia di Masslo non appartiene soltanto al passato, ma parla ancora al presente dell’Italia e dell’Europa, richiamando istituzioni e società civile alla responsabilità di costruire lavoro dignitoso, inclusione e giustizia sociale.

La giuria

La giuria che ha attribuito i riconoscimenti è composta da Emanuele Galossi, fondazione Placido Rizzotto, Manuela Taratufolo, dipartimento politiche migratorie della Flai Cgil, Alessio Malinconico, direzione Rete vesuviana solidale, Raffaele Sardo, giornalista de la Repubblica, Giovanni Cerchia, docente di storia contemporanea all’università del Molise, Sonia Oliviero, segretaria generale Cgil Caserta, Antonio Musella, giornalista di Fanpage.it, Irene Canfora , docente di diritto agrario all’università di Bari.

I vincitori

I lavori vincitori trattano i temi del premio con registri diversi, ma centrano tutti la questione della lotta contro lo sfruttamento e il razzismo. Il fumetto l’Iiss Cillario Ferrero di Alba mostra come le parole possano costruire muri o aprire passaggi: clandestino diventa persona, invasione diventa incontro, rimpatrio diventa diritto, straniero diventa nome, sospetto diventa fiducia. E valorizza l’esperienza reale della classe, composta da studenti con origini diverse.

La tesi magistrale “Mani invisibili: agromafie, caporalato e sfruttamento dei lavoratori immigrati nel contesto calabrese” di Alice Scomazzon mette in evidenza che l'intersezione tra criminalità organizzata e dinamiche di mercato spinge molti produttori agricoli a ridurre i costi del lavoro, ricorrendo a pratiche come il caporalato, ed evidenzia la necessità di interventi pubblici strutturali che superino le misure repressive, promuovendo invece iniziative educative e inclusive volte a favorire una cultura della legalità tra i cittadini.

Per la sezione riservata ai giornalisti, la video-inchiesta “La Fabbrica degli irregolari - come il decreto flussi crea irregolarità” di Sebastian Viskanic analizza la politica sulle migrazioni in Europa e mostra come nell’Unione la protezione sia stata sostituita con la logica della remigrazione, come il diritto d'asilo e l'integrazione abbiano ceduto il passo a burocrazie escludenti, pensate non per accogliere, ma per generare irregolarità e respingimenti.