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In Sicilia è mobilitazione. In vista dell’appuntamento nazionale a Roma con La Via Maestra il prossimo 17 ottobre sull’isola la protesta contro il caro vita dilaga. La prima tappa si è svolta lo scorso 2 ottobre a Ragusa dove la Camera del Lavoro ha avanzato una proposta concreta: un fondo regionale per riconoscere un contributo nell’ordine di 400-700 euro ai lavoratori pendolari costretti a utilizzare l’auto privata per raggiungere il posto di lavoro.
Il programma degli appuntamenti
Il calendario degli appuntamenti è fitto. Dopo l’assemblea pubblica di Ragusa cui hanno preso parte istituzioni locali, associazioni e anche parlamentari del territorio, la prossima data da cerchiare in rosso per la Cgil è il 9 ottobre. Quel giorno alle 16:30 i cittadini di Messina si ritroveranno in presidio a Piazza Cairoli dove, insieme alla Camera del Lavoro, chiederanno di “abbassare i prezzi dei carburanti e delle bollette e di aumentare salari e pensioni”.
Da Messina la piazza si sposterà a Trapani, appuntamento – ancora da definire nei dettagli – per il 12 ottobre. Poi, il 13 ottobre, corteo a Catania dal titolo “Fermiamo il carovita”. Concentramento all’ingresso di Villa Bellini in via Etnea alle ore 17:00 e arrivo in Prefettura: “Basta caro benzina, difendiamo salari, pensioni e potere d’acquisto”. L’ultima tappa, subito prima di spostarsi a Roma, sarà quella di Palermo: manifestazione prevista il 14 ottobre con concentramento alle ore 16:00 in via Maqueda a Palazzo Comitini.
Mannino, Cgil Sicilia: “Contro il caro carburante investire sul trasporto pubblico: ci vuole un piano straordinario”
Save the date, ripartendo dal confronto che si è svolto venerdì scorso a Ragusa. “Nel dibattito sul prezzo dei carburanti rischiamo di dimenticare chi ogni giorno deve percorrere decine di chilometri semplicemente per andare a lavorare”, ha sottolineato il segretario generale della Cgil Ragusa, Giuseppe Roccuzzo. Da qui la richiesta di un sostegno specifico per chi utilizza necessariamente il mezzo privato in assenza di un trasporto pubblico adeguato agli orari e ai luoghi di lavoro.
A rilanciare la proposta è stato il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, indicando nella prossima variazione di bilancio regionale lo strumento attraverso il quale intervenire immediatamente. “Si potrebbe riconoscere ai lavoratori e alle lavoratrici pendolari un contributo nell’ordine di 400, 500 o 700 euro”. Mannino ha richiamato il caso emblematico del collegamento Ispica-Vittoria, per il quale con il trasporto pubblico gli spostamenti possono richiedere complessivamente circa due ore e mezza, evidenziando come in molte aree della Sicilia l’automobile non rappresenti una scelta ma una necessità. Per la Cgil, tuttavia, il contributo deve essere soltanto la risposta immediata a un problema che richiede interventi strutturali.
Mannino ha chiesto un piano straordinario per la mobilità siciliana, con investimenti su trasporto pubblico, ferrovie, strade e collegamenti delle aree interne, ponendo anche il tema della destinazione delle risorse pubbliche: “Bisogna decidere quali sono le priorità. Oggi ci sono lavoratori costretti a scegliere tra mangiare, pagare le bollette e curarsi”. Il segretario regionale ha inoltre richiamato la contraddizione di una Sicilia che produce energia e sostiene rilevanti costi ambientali, ma continua a pagare prezzi elevati per energia e carburanti, proponendo di aprire una discussione anche su forme di ristoro territoriale. Dal confronto è emersa una convergenza sulla necessità di interventi immediati.



























