Sulla casa Pedro Sánchez si è giocato la poltrona e il governo. Su un tema così trascurato e bistrattato in Europa ha scommesso molto. Tanto che, sconfitto in parlamento sulle misure messe in campo per fare fronte al disagio abitativo in Spagna, si è dimesso e ha indetto elezioni anticipate per il prossimo 29 novembre.

Una mossa fatta per portare a termine le riforme per i cittadini, ha spiegato in un partecipato discorso al Paese dal palazzo della Moncloa: “Dobbiamo mobilitarci e fare in modo che il parlamento ci doti di una maggioranza molto più ampia con cui piegare le élite e continuare a trasformare la Spagna”.

Sfratti, affitti, alloggi turistici

La trasformazione a cui fa riferimento sono i due decreti legge reali su sfratti, affitti e alloggi turistici che avrebbero dovuto dare sollievo a cinque milioni di spagnoli: proroga automatica di due anni dei contratti in scadenza prima del 2028, blocco degli sfratti per le fasce vulnerabili fino al 2030, lotta alla speculazione e alle frodi negli affitti, interventi destinati a migliorare l'accessibilità, maggiore stabilità ai contratti di affitto.

Approvati dall’esecutivo socialista in risposta al movimento di protesta nato dallo sfratto a Madrid dell’anziana Maricarmen Abascal, sono poi stati bocciati dalle opposizioni di Pp, Vox e Junts.

500 mila in piazza a Madrid

Dopo il ko al congresso, domenica scorsa (4 ottobre) una manifestazione oceanica indetta dal Sindicato de Inquilinas, i nuovi “indignados”, ha paralizzato le strade di Madrid, 70 mila partecipanti, 500 mila per gli organizzatori, al grido di “case senza gente, gente senza case” e “siamo tutti sfrattati”, una mobilitazione che si è allargata ad altre cinquanta città.

Braccia alzate e chiavi in mano fatte tintinnare all’unisono per produrre un suono metallico e cristallino e chiedere soluzioni alla crisi abitativa. La minaccia dei manifestanti? Lo sciopero generale, un’opzione che i sindacati degli inquilini stanno discutendo con le organizzazioni sindacali maggioritarie dei lavoratori, fra cui Ugt, CcOo, Cgt e Cnt. Intanto le 2.500 persone di tutte le età accampate da due settimane in tenda nella centralissima Puerta del Sol di Madrid, continueranno la loro protesta.

Roma, 19 settembre, 2026 : Manifestazione in solidarieta' a Spin Time, per il diritto all'abitare, alla citta', contro la finanziarizzazione immobiliare e la speculazione edilizia, Spin Time è il palazzo occupato nel 2013 e sgomberato a fine luglio. Foto di © Fabio Fiorani/Sintesi
Roma, 19 settembre, 2026 : Manifestazione in solidarieta' a Spin Time, per il diritto all'abitare, alla citta', contro la finanziarizzazione immobiliare e la speculazione edilizia, Spin Time è il palazzo occupato nel 2013 e sgomberato a fine luglio. Foto di © Fabio Fiorani/Sintesi
Roma, 19 settembre, 2026 : Manifestazione in solidarieta' a Spin Time, per il diritto all'abitare, alla citta', contro la finanziarizzazione immobiliare e la speculazione edilizia, Spin Time è il palazzo occupato nel 2013 e sgomberato a fine luglio. Foto di © Fabio Fiorani/Sintesi (Fabio Fiorani/Sintesi)

Emergenza europea

L’emergenza sfratti, gli affitti introvabili e il costo del mattone fuori mercato sono problemi che non riguardano solo la Spagna. Dal 2013 a oggi i prezzi medi al metro quadro in Europa sono saliti del 60 per cento, molto di più nelle aree urbane. Anche dove i salari sono aumentati (quindi dobbiamo escludere l’Italia), questi non hanno tenuto il passo. Solo nel secondo trimestre 2026 i prezzi delle compravendite nei Paesi Ue sono aumentati del 4,7 per cento e gli affitti del 3 per cento rispetto al 2025 (dati Eurostat).

Nel frattempo, l’offerta pubblica della casa è rimasta al palo. Meno del 7 per cento dello stock abitativo europeo è edilizia pubblica; tra il 2018 e il 2024, dicono i dati della Commissione, gli Airbnb sono raddoppiati. Altro elemento, il 20 per cento delle case è vuoto, perché si trovano in aree interne dove nessuno vuole vivere o perché di proprietà di chi non ha bisogno di affittarle.

Incidenza sul reddito

E ancora, il 7,7 per cento di cittadini europei e il 5 degli italiani, circa 3 milioni di persone, vivono in condizioni di stress abitativo, per cui la rata del mutuo o il costo dell’affitto mangia oltre il 40 per cento del reddito disponibile.

La difficoltà di accedere ad alloggi a costi compatibili con i redditi non colpisce solo le fasce marginali o in condizioni di povertà, ma anche lavoratori, pensionati, studenti.

I dati del mercato immobiliare nel nostro Paese confermano che l’affitto incide per il 65-76 per cento sul reddito di una famiglia a Milano, dove la media del canone si attesta sui 1.950 euro al mese. A Bologna siamo al 48-50 per cento, con un canone medio di 1.230 euro al mese, a Roma al 52-65 per cento, canone medio di 1.540 euro.

Affordable housing act

Per fare fronte alla sistematica espulsione dalle città degli abitanti, la commissione europea ha presentato l’Affordable housing act, una proposta di regolamento con cui si definisce un quadro comune per gli interventi nelle aree sottoposte a forte pressione abitativa: non vengono introdotti direttamente divieti su Airbnb o seconde case, ma si stabilisce quando le autorità potranno limitare gli affitti brevi e l’acquisizione e l’uso degli immobili non destinati a residenza principale, con l’obiettivo di tutelare la disponibilità delle abitazioni e la loro accessibilità economica.

La casa è un diritto

“Occorre un intervento europeo e italiano per realizzare e mettere sul mercato alloggi pubblici a canone sostenibile – dichiara Stefano Chiappelli segretario generale del Sunia -. Non bisogna girarsi dall’altra parte: siamo di fronte a un’emergenza legata ai salari e alle condizioni di vita delle famiglie. La casa è un diritto che va tutelato. Quanto sta accadendo in diversi Paesi conferma come il problema dell’accesso all’abitazione non possa più essere affrontato come una somma di emergenze nazionali, ma richieda politiche e risorse adeguate a livello europeo e italiano. Per questo il 17 ottobre il Sunia sarà in piazza a Roma alla manifestazione nazionale indetta da La Via Maestra per rivendicare questi diritti: alla casa e con essa all’energia e all’acqua, alla salute, la salvaguardia del territorio e delle infrastrutture e la messa in sicurezza del patrimonio pubblico”.