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Il 2 ottobre, le sigle sindacali francesi (Fsu, Unsa Éducation, Fnec Fp Fo, Cfdt Éducation, Cgt Éduc'action, Sud Éducation) hanno lanciato un appello al governo perché si fermino le violenze di piazza e vengano ascoltate le legittime proteste delle studentesse e degli studenti. “Esprimiamo la nostra solidarietà e profonda preoccupazione per i gravi disordini che stanno devastando il mondo della scuola in Francia”. È quanto si legge in una nota della Federazione lavoratori della conoscenza Cgil.
“Di fronte – continua la nota della Flc – alle immagini di scontri e alla dura repressione da parte delle forze dell’ordine ribadiamo che la violenza non può mai essere una risposta accettabile in una democrazia. È inaccettabile che la richiesta di dialogo sociale si trasformi in guerriglia e che le legittime proteste dei giovani ricevano come unica replica da parte del governo transalpino l'uso dei manganelli e della forza. Le testimonianze di studentesse e studenti feriti e le crescenti tensioni nelle piazze rappresentano una ferita che va sanata immediatamente attraverso lo stop alla repressione”.
Per il sindacato di categoria, “la solidarietà va anche a tutto il personale scolastico, alle lavoratrici e ai lavoratori della conoscenza e ai docenti che, nell'esercizio della propria missione educativa, si trovano a subire questo clima di disordini o sono rimasti a loro volta coinvolti e feriti negli scontri. Il rispetto e la tutela della comunità scolastica devono essere prioritari”.
“Le ragioni profonde della protesta – rimarca la Flc – rimangono sacrosante: studentesse e studenti manifestano contro il degrado degli edifici scolastici, la carenza di docenti, orari insostenibili e le crescenti disuguaglianze nell'accesso all'istruzione superiore. Politiche neo-liberiste che ben conosciamo anche in Italia stanno logorando i principi fondamentali della scuola pubblica”.
“La democrazia scolastica non può rimanere un concetto astratto confinato entro le mura delle aule, ma deve potersi esprimere in modo civile e libero. Per queste ragioni, sosteniamo l'appello delle sigle sindacali francesi e guardiamo con attenzione alla giornata di mobilitazione e di sciopero indetta per martedì 6 ottobre. I problemi della scuola si risolvono con gli investimenti e con l'ascolto, mai con la forza e con i disordini di piazza”, conclude la nota.






















