Video, podcast, fotografie, testi, grafiche, musica, teatro, social: dietro ogni contenuto che fruiamo c’è qualcuno che lo ha pensato, prodotto, montato, scritto, registrato, interpretato. Ma chi tutela chi sta dall’altra parte dello schermo?
In un settore che corre veloce, spesso i diritti restano indietro. Contratti precari, compensi incerti, orari infiniti, lavoro non riconosciuto, confini sempre più sfumati tra passione e professione. Prodcast nasce per parlare proprio di questo: del lavoro creativo, delle sue contraddizioni e soprattutto delle persone che lo fanno. Perché creare contenuti è un lavoro. E anche chi crea ha diritto a essere tutelato.
In questa puntata parliamo di lavoro digitale e di comunità con Camilla Mandarino e Fabrizio L’Abbate, i due creator che hanno fondato Content Clab. Camilla crea contenuti “per i social degli altri” ed è cresciuta partendo dai social; insieme a Fabrizio ha dato vita a Content Clab: una casa di produzione di contenuti con uno spazio fisico a Monteverde. La chiamiamo “la bottega digitale”. La loro storia ci parla di una cosa molto attuale: come trasformare una rete di contatti in una rete.
L’idea che li muove è costruire, intorno a quello spazio, una rete di professioniste e professionisti con cui collaborare e a cui passare opportunità — per crescere insieme, fuori dalle logiche delle grandi agenzie. Il paradosso, infatti, è che per chi lavora nella grande arena virtuale dei social è sempre più facile sentirsi soli, isolati. Chi lavora nei social oggi chiede di essere visto, di far parte di una comunità. Mihai Popescu, segretario generale della Slc Cgil Roma 1, prova a rispondere a questa domanda.





















