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Ha un forte significato simbolico la presenza del segretario generale della Cgil Maurizio Landini a Utøya, in Norvegia, per l’iniziativa della Confederazione europea dei sindacati (Ces) in ricordo della strage del 22 luglio 2011, quando Anders Behring Breivik, un terrorista di estrema destra, uccise 69 giovani riuniti sull’isola per il campo estivo dell’Organizzazione della Gioventù Lavoratrice Norvegese (Auf). Il vento xenofobo della destra più radicale che attraversa l’Europa in questi anni soffia infatti più forte che mai; e questo incontro, alla vigilia del Comitato esecutivo della Ces in programma a Oslo il 6 e 7 ottobre, rappresenta l’occasione per affermare ancora una volta l’impegno di tutto il movimento sindacale europeo “contro l’odio, il razzismo e ogni forma di discriminazione”, in difesa della democrazia, della solidarietà e dei diritti.
Ne abbiamo parlato con Luca Mariani, giornalista e autore di due volumi, Il silenzio sugli innocenti. Le stragi di Oslo e Utøya (2013) e Rete nera. Non ci sono lupi solitari (2022), entrambi pubblicati da Futura editrice, dove vengono approfonditi e in alcuni passaggi anticipati i temi riguardanti l’avanzare della destra più razzista e violenta in Europa.
“Il silenzio sugli innocenti” indaga non soltanto sulla strage di Utøya di 15 anni fa, ma anche le maglie delle varie reti di connessione della destra più violenta e xenofoba. Cosa ne emerse allora?
Quindici anni fa a Utøya si accese una lampadina su quello che sarebbe stato il mondo a venire ma pochi la notarono, mentre molti fecero finta di non vederla. Altri ancora preferirono scaricare le colpe sul terrorismo islamico: dopo l’11 settembre 2001 è più comodo e ripagante identificare sempre il cattivo come un immigrato, un nero, un islamico. Eppure a Utøya il 22 luglio 2011 tutto fu chiaro: Anders Behring Breivik, un neonazista, suprematista e xenofobo, uccise 69 giovani laburisti e socialisti proprio perché voleva “estirpare alla radice” i loro valori e le loro idee. Breivik scrisse tra il 2009 e il 2011 un manifesto di 1500 pagine, in cui delineò la linea politica della “remigrazione”, che oggi è diventata mainstream. Fissò la data simbolo del 2083, quattro secoli dopo il fallito assedio degli Ottomani a Vienna. Entro il 2083 tutti gli immigrati dovranno andarsene dall’Europa e dai Paesi occidentali. Oggi Trump usa l’Ice per cacciare gli irregolari dagli Stati Uniti d’America, e questo ha causato molte morti innocenti. A chi se ne va con le buone, l’amministrazione Trump offre mille dollari e il biglietto aereo gratis. Breivik è più munifico: lui offrirebbe un chilo d’oro a famiglia.
Ci troviamo di fronte all'avanzare sempre più massiccio dell'estremismo nazifascista in Europa, supportato anche da riferimenti e risultati elettorali impensabili solo poco tempo fa. Cosa è cambiato in questi anni?
Breivik scrisse il suo manifesto tra il 2009 e il 2011, ed elencò una serie di partiti potenzialmente amici perché i nazionalisti/suprematisti potessero prendere stabilmente il potere. L’alleato potenziale più forte è Russia Unita di Putin. Poi Le Pen, Pvv, Vlaams Belang, Fpoe. In Italia Lega e Forza Nuova. Nel 2009 questi partiti erano deboli e slegati tra loro. Bossi era un semplice ministro del Governo Berlusconi. Oggi i partiti indicati da Breivik hanno creato un gruppo unico all’Europarlamento e sono più o meno collegati alla Russia. Salvini, l’attuale vicepresidente del Consiglio, ha firmato personalmente nel 2017 a Mosca un accordo con Russia unita. Le Pen vuole diventare Presidente della Repubblica francese. Il Fpoe è il partito di maggioranza relativa in Austria. Il Pvv lo è stato nelle elezioni del 2023 in Olanda.
Nel libro di Paolo Berizzi appena pubblicato sulla storia di Forza Nuova, si fa riferimento anche a un’intervista a Roberto Fiore contenuta proprio ne "Il silenzio sugli innocenti". Cosa dobbiamo pensare delle minacce ricevute dall'autore da parte di questa formazione
Paolo Berizzi è un ottimo e valente collega, dal 2019 l’unico in Europa sotto scorta per minacce neofasciste, e lo ringrazio per avermi citato nella sua ultima opera. I suoi recenti libri su Casapound e Forza Nuova hanno avuto anche il merito di mettere nero su bianco le strettissime frequentazioni giovanili della attuale premier Giorgia Meloni con esponenti di estrema destra. Quando Breivik scrisse il suo manifesto, il partito ‘Fratelli d’Italia’ non era ancora stato fondato, ma lui comunque citò Alleanza Nazionale. Ogni minaccia alla libertà di stampa è un vulnus per la democrazia. In Italia assistiamo a una vera e propria rimozione dei pericoli che derivano dall’estrema destra.
Quali sono i maggiori pericoli?
Ad esempio c'è un filo nero che penetra e influisce sulle menti dei nostri teen ager in Italia, fino a indurli a tentare di uccidere. Mi riferisco al tredicenne che ha accoltellato la professoressa Isabella Marsilio alla scuola Verga del quartiere Centocelle a Roma, che era solito vedere e ripubblicare video e meme riguardanti Anders Behring Breivik (lo stragista di Utoya), Brenton Harrison Tarrant (lo stragista di Christchurch) e Timofey Kulyamov (il quindicenne russo che a dicembre uccise in una scuola nei dintorni di Mosca un bambino tagiko di 10 anni, solo dopo avergli chiesto di quale nazionalità fosse). È il filo del suprematismo bianco. Perché nessuno lo mette in evidenza nel mondo della politica e dei media?
Potremmo assistere anche in Italia, nel prossimo voto politico, a un’affermazione significativa della destra più radicale esistente in Italia?
Le elezioni politiche del 2027 decideranno il futuro dell’Italia. La destra e il fascismo sono ben visti in molti settori del Paese, anche nei quartieri più popolari. Trump è un fan di Farage, dell’AfD e vede bene Giorgia Meloni. Dieci anni di governo Meloni trasformerebbero definitivamente il tessuto sociale italiano. Nel 2022 Meloni stravinse perchè le forze progressiste e democratiche si presentarono divise. Nel 2027 ci sarà quasi sicuramente una legge elettorale diversa, e una coalizione potrebbe avere la maggioranza assoluta dei seggi solo con il 42% dei voti. La sinistra e tutte le forze democratiche dovranno obbligatoriamente unirsi, e potrebbe anche non bastare. Ad esempio: se Le Pen vincesse le presidenziali in Francia, l’Europa sarebbe a rischio, e a quel punto il centrodestra potrebbe tentare di allearsi con Vannacci. In fondo i rapporti tra Trump e Putin non sono poi così tesi.
Che valore assume l’incontro dei sindacati europei proprio a Utøya?
Un valore molto importante, anche per la presenza di Maurizio Landini, che il 9 ottobre 2021 subì l’oltraggio della devastazione della sede di Corso d’Italia. Oggi da Utøya deve nascere uno spirito di resilienza. Breivik mise nero su bianco cosa accadrà nel “fantastico” mondo nazionalista e suprematista: “I traditori marxisti/multiculturalisti saranno giustiziati”.
























