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“Domani saremo in piazza per la solidarietà, per il protagonismo del lavoro e per i suoi diritti”. A dirlo è la segretaria generale Spi Cgil Tania Scacchetti, in un’intervista ad Agenzia Nova, presentando le ragioni della mobilitazione della Via Maestra, che vedrà una grande manifestazione a Roma.
“Pensionati e pensionate vengono da una storia collettiva importante: sono la generazione che ha conquistato i diritti negli anni Sessanta e Settanta, con grandi sacrifici personali e grandi lotte”, afferma Scacchetti, ricordando il contributo di chi ha portato i principi costituzionali nei luoghi di lavoro e nelle battaglie per i diritti di cittadinanza.
Tanti i temi al centro della mobilitazione, tra cui la necessità di un fisco più giusto, equo e progressivo: “A parità di reddito, i pensionati e le pensionate sono quelli che pagano più tasse di tutti, più dei lavoratori dipendenti e più dei lavoratori autonomi”. La segretaria Spi richiama anche la necessità di un patto tra generazioni: “Possiamo affrontare le grandi trasformazioni del mondo con un progetto sociale, democratico, egualitario e inclusivo più forte”.
Per Scacchetti abbiamo il dovere di “salvaguardare il Servizio sanitario nazionale, uno dei più riconosciuti al mondo per capacità di cura e presa in carico”. E chiede maggiori investimenti per garantire il diritto alla salute: “È un tema che riguarda le fasce medio-basse della popolazione, soprattutto quelle che in questo periodo, a causa dei rincari e dell'inflazione, hanno molti più problemi con il potere d'acquisto, ma è un problema di tutti”.
La dirigente sindacale denuncia una tendenza al definanziamento del Servizio sanitario nazionale nel periodo successivo al Covid. "Occorre fare scelte politiche - afferma - invertendo una tendenza che dopo la pandemia è stata preoccupante, soprattutto con questo governo”.
Scacchetti contesta le risorse aggiuntive annunciate dall'esecutivo: "Il governo fa molta propaganda perché ha sempre dichiarato numeri roboanti, ma in realtà, con l'aumento dei costi dovuti all'inflazione, quelle cifre non hanno mai coperto l'incidenza sul Pil dei costi sanitari”. Da qui la richiesta di incrementare la spesa: “Oggi siamo intorno al 6,1-6,2 per cento del Pil, mentre abbiamo bisogno di arrivare, come la maggior parte dei Paesi europei, intorno al 7-7,5 per cento”.
Un altro nodo fondamentale è quello del personale sanitario. "Abbiamo una carenza straordinaria di medici di medicina generale, ad esempio in tantissime aree interne”, afferma Scacchetti, richiamando le situazioni presenti in Toscana e Puglia: “Abbiamo posti dove ci sono decine di migliaia di persone senza la garanzia del medico di medicina generale. Serve un grande piano di assunzioni nella pubblica amministrazione”, insieme al superamento dei blocchi al reclutamento che si sono ripetuti negli anni e al rafforzamento delle retribuzioni.
“Da poche settimane sono aumentati i costi delle visite mediche specialistiche, mentre le fasce di esenzione per la popolazione che noi rappresentiamo sono rimaste quelle del 1993”, prosegue Scacchetti: “Con una spesa pubblica orientata al riarmo, gli interventi per la salute e l'assistenza rischiano di essere ulteriormente penalizzati”.
La dirigente sindacale evidenzia che negli ultimi 15-20 anni i pensionati “hanno sostanzialmente fatto da bancomat al Paese” e hanno perso “quasi 100 miliardi di rivalutazione”. Riguardo quest’ultimo tema, Scacchetti chiede la piena rivalutazione delle pensioni: “Il meccanismo della rivalutazione è stato cambiato 15 volte. Con l’arrivo del Governo Meloni abbiamo avuto uno dei meccanismi più penalizzanti per le pensioni superiori a quattro volte il trattamento minimo. Quello è diventato un sistema in cui il governo fa cassa per trovare risorse per altri capitoli. Questo non è più accettabile”.
La segretaria generale Spi rileva che “quando le pensioni non vengono rivalutate, quei soldi i pensionati li perdono per sempre. Non è un contributo di solidarietà, non è una tantum, è la struttura della loro pensione. In ogni caso, occorre scongiurare nuove penalizzazioni e difendere concretamente il potere d'acquisto dei pensionati, anche incrementando la quattordicesima mensilità, che sarebbe uno strumento fortissimo per le donne”.
Un’altra emergenza riguarda le bollette energetiche. “Molte persone e molti anziani rinunciano ad accendere il riscaldamento o a mangiare cibi di qualità, questo pregiudica anche la loro salute”, avverte Scacchetti, richiamando l'attenzione sulla fine delle tutele per gli over 75 nel mercato energetico prevista a marzo. Senza nuovi interventi, oltre due milioni di persone rischierebbero di restare senza adeguate garanzie sulla spesa energetica.
Altro capitolo centrale è quello della non autosufficienza. “Il nostro Paese arriva straordinariamente in ritardo a leggere la trasformazione demografica e gli effetti sull'aumento delle fragilità e delle cronicità”, osserva, ricordando che la legge sulla non autosufficienza ha delineato un sistema fondato sull'assistenza domiciliare, sui servizi territoriali e su una residenzialità dignitosa.
“Quel sistema non riusciamo a metterlo a terra per assenza di risorse e di visione politica”, denuncia. Per rendere efficace il sistema, secondo le stime del sindacato, servirebbero quasi sei miliardi di euro all'anno nei prossimi anni. In conclusione, Scacchetti richiama anche il ruolo dei caregiver: “Ci sono quasi 10-12 milioni di persone, per lo più donne, che sostengono la non autosufficienza nel nostro Paese, che resta un fatto privato”.























