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Si infittiscono indiscrezioni di stampa secondo le quali la previdenza verrebbe di nuovo individuata come “fonte” da cui prendere – vale a dire sottrarre – risorse. Voci che destano preoccupazione nello Spi Cgil: “Il potere d’acquisto delle pensioni deve tornare al centro dell’agenda politica. Siamo molto preoccupati per le continue indiscrezioni di stampa che vedono nella rivalutazione delle pensioni il sistema con cui recuperare risorse. In vista della prossima legge di bilancio, chiediamo al Governo misure concrete per tutelare il valore degli assegni”. Così, in una nota, la segretaria generale dello Spi Cgil Tania Scacchetti.
“L’aumento del costo della vita, dalle bollette ai beni essenziali, insieme al peso delle spese sanitarie, sta mettendo in difficoltà pensionate e pensionati su cui grava già un carico fiscale più pesante, a parità di reddito”, aggiunge.
Per la sindacalista “la rivalutazione rispetto all’inflazione è uno strumento fondamentale di tutela sociale e non può essere subordinata alle esigenze di contenimento della spesa pubblica. È necessario un sistema di perequazione equo e stabile, con regole chiare e certe nel tempo. Negli ultimi trent’anni, le mancate rivalutazioni hanno determinato perdite stimate in quasi 100 miliardi di euro per i pensionati”.
“Si tratta di risorse scippate per sempre e che non verranno mai più recuperate. Il patto previdenziale e fiscale con lo Stato va rispettato. Chi ha lavorato e versato contributi ha diritto a una pensione adeguata. La rivalutazione deve tornare a essere una garanzia, non un’incognita”, conclude la segretaria.






















