Si è tenuto giovedì 8 ottobre, presso il ministero delle Imprese, l’atteso incontro con il nuovo ceo di Sparc e l’attuale dirigenza di LFoundry. “Nel metodo apprezziamo il cambio di passo nei toni del nuovo ceo e la presa di distanza dalla precedente gestione”, dicono Fiom Cgil nazionale, Fiom L’Aquila e Rsu: “La conferma del superamento della mono-committenza e la scelta di diversificare il portafoglio prodotti avvalorano quanto sostenuto in questi anni dai lavoratori, dal sindacato e dalle istituzioni”.

Nel merito, nel corso dell’incontro è stato presentato “un aggiornamento del piano industriale che vede un cambio di strategia rispetto alla precedente gestione. I piani illustrati, sebbene decisamente diversi in termini di prodotti e modalità di applicazione rispetto al passato, pur risultando più realistici di quanto visto finora, non vedono un impegno economico diverso da quanto già programmato con la vecchia gestione”.

Fiom nazionale e territoriale ritengono che “su questo occorre un ulteriore sforzo che trasformi il buon piano commerciale presentato in vero piano industriale, in grado di aumentare la capacità della linea e i conseguenti volumi produttivi”.

Il sindacato rileva che “l’arco temporale necessario alla realizzazione del nuovo progetto impegnerà il sito avezzanese per i prossimi due anni e richiederà un aggiornamento delle competenze dei lavoratori, oltre che importanti cambiamenti a livello di ambiente lavorativo per recuperare la fiducia dei dipendenti”.

La Fiom si chiede “come si faccia a recuperare fiducia nel sistema quando, a parte le figure di ceo e cfo, il resto della struttura aziendale, che ha portato avanti il vecchio piano, rimane invariata, soprattutto se la nuova governance ha iniziato a lavorare diversi mesi fa. Attenzione anche a creare spettri. Siamo sicuri che da sette anni a questa parte la proprietà fosse completamento all’oscuro rispetto alla gestione del vecchio ceo o, piuttosto, ci si è resi conto tardi che la strategia pensata nel 2019 non pagasse?”.

Sindacato e Rsu così concludono: “Le dichiarazioni circa la volontà di non utilizzare ammortizzatori sociali nel 2027, la cui valutazione è ancora in corso, così come quella di voler coinvolgere di nuovo il personale in somministrazione, quando e soprattutto se ve ne saranno le condizioni, la dichiarazione di voler mettere a proprio agio i dipendenti riconoscendone le capacità sono iniziative da apprezzare, se realizzate, e come sempre saremo parte attiva della discussione basandoci sui fatti, sulle risorse reali e sulle azioni concrete, non sulle mere dichiarazioni d’intento a un tavolo istituzionale”.