Sciopero di otto ore oggi (mercoledì 23 settembre) alla BorgWarner di Orsenigo (Como) ed Elmas (Cagliari), azienda statunitense di componentistica avanzata per l’automotive, che in agosto ha annunciato la messa in liquidazione e il 14 settembre ha avviato la procedura di licenziamento collettivo. I posti di lavoro coinvolti sono 96: 81 nello stabilimento principale di Orsenigo e 15 in quello sardo.

I due stabilimenti italiani sono di proprietà della BorgWarner dal dicembre 2023, ossia da quando la multinazionale Usa ha acquisito la divisione Electric Hybrid Systems di Eldor Corporation, per un valore di 75 milioni di euro. Il personale iniziale ammontava a circa 170 addetti, scesi progressivamente sotto i cento a causa di numerose dimissioni volontarie.

Una “delocalizzazione mascherata”, così la Fiom giudica la messa in liquidazione, chiedendo l’immediato ritiro dei licenziamenti, la salvaguardia di tutte le professionalità con l’attivazione degli ammortizzatori sociali per ragionare, insieme a Regioni e ministero, di come preservare l’attività produttiva.

La Fiom evidenzia che negli ultimi anni la BorgWarner ha aperto in Polonia (precisamente a Cracovia) un centro tecnico dedicato all'elettronica di potenza per l'automotive, con le medesime produzioni realizzate in Italia, annunciando la creazione di 250 posti di lavoro entro la fine di quest’anno.

Fiom Como: “Esclusiva volontà di inseguire il profitto”

“L’azienda sta facendo una scelta precisa, scaricando la responsabilità della cattiva gestione aziendale e della volontà di inseguire il profitto, ed esternalizzando i progetti in corso, sulle spalle di 96 famiglie”, commenta Salvatore Medici (Fiom Cgil Como).

Il dirigente sindacale chiede la revoca dei licenziamenti collettivi e l’apertura di un confronto finalizzato alla tutela dell’occupazione: “Non possiamo permettere che tutto questo accada nel silenzio più totale. Chiediamo che l’azienda ritiri la procedura e attui tutte le iniziative possibili per salvaguardare i posti di lavoro”.

Fiom Cagliari: “I progetti italiani vengono spostati all’estero”

“Qui si rischia di assistere a un film già visto”, commenta Francesco Suella (Fiom Cgil Cagliari): “La verità è che la BorgWarner sta potenziando le produzioni in altri centri sparsi in Europa, ad esempio in Polonia. Negli ultimi tempi è accaduto che alcuni progetti sviluppati in Italia, a distanza di pochi giorni dalla presentazione ai clienti, venissero improvvisamente spostati fuori dall’Italia”.

Per oggi è previsto il primo confronto con l’azienda: “I licenziamenti sono una decisione unilaterale che noi respingeremo con tutte le azioni di protesta possibili”. Per venerdì 25 è prevista l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici per discutere delle azioni da intraprendere.