La vertenza sulla centrale termoelettrica A2A Energiefuture di San Filippo del Mela, nel Messinese, è in una fase di stallo. Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil chiedono al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, di convocare un tavolo di confronto con l’azienda, Terna, la Città metropolitana di Messina, i Comuni dell’area industriale di Milazzo e le parti sociali.

La richiesta arriva con una lettera aperta inviata alla Regione, ai gruppi parlamentari dell’Ars, agli enti locali e a Sicindustria Messina. Per i sindacati, il confronto svolto finora a tutti i livelli non ha prodotto soluzioni in grado di garantire il futuro del sito.

Secondo le organizzazioni sindacali, l’azienda ha riproposto le ipotesi già avanzate, legate a una serie di variabili e comunque limitate nel tempo. La loro eventuale realizzazione, sostengono Filctem, Flaei e Uiltec, comporterebbe un significativo ridimensionamento sia della produzione sia dell’occupazione.

La centrale e il futuro dell’area industriale

Lo stabilimento di San Filippo del Mela si estende su 540 mila metri quadrati e rappresenta, secondo i sindacati, il principale presidio produttivo ancora presente nell’area industriale di Milazzo, dopo la chiusura di altre attività che per anni hanno sostenuto economia e occupazione del territorio.

La questione non riguarda quindi soltanto il destino dei lavoratori direttamente occupati nella centrale. Nella lettera, le organizzazioni sindacali collegano la vertenza al futuro dell’intero polo industriale e contestano l’impostazione secondo cui l’impianto non sarebbe più considerato essenziale per garantire l’equilibrio della rete elettrica e l’autonomia energetica della Sicilia.

Per i sindacati, la discussione deve partire dalla necessità di mantenere una funzione produttiva per il sito, attraverso un concreto piano di riconversione che consenta di salvaguardare occupazione e attività industriale.

L’appello alla Regione

Filctem, Flaei e Uiltec ricordano di avere già sottoposto la vertenza all’attenzione delle istituzioni regionali. La centrale è stata al centro anche di un’audizione davanti alla Commissione Attività produttive dell’Ars. I sindacati citano inoltre l’audizione della Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, della quale affermano di avere appreso gli esiti dalla stampa.

Nella lettera viene ricordato anche l’intervento del presidente Schifani dello scorso 8 giugno, quando il governatore aveva invitato i propri assessori ad attivarsi sulla vicenda. Secondo le organizzazioni sindacali, a quell’invito non sono seguiti interventi concreti. Le successive prese di posizione politiche, aggiungono, non avrebbero avuto seguito operativo. Una situazione che, scrivono, sta alimentando “timori e rabbia” tra i lavoratori.

Un confronto che coinvolga anche Terna

Da qui la richiesta di un tavolo specifico presso la presidenza della Regione. L’obiettivo indicato dai sindacati è mettere allo stesso tavolo tutti i soggetti coinvolti nel futuro della centrale e dell’area industriale: A2A Energiefuture, Terna, Regione, Città metropolitana, Comuni e parti sociali.

Per Filctem, Flaei e Uiltec, la gestione della vertenza non può essere lasciata esclusivamente ai lavoratori che rischiano di perdere il posto. La richiesta alle istituzioni è di affiancare il sindacato nel confronto con l’azienda e di lavorare a soluzioni concrete per la continuità produttiva del sito.