Le Marche sono a un bivio: +3,2% le famiglie in povertà assoluta, inflazione sempre più in alto con +3,4% ad agosto 2026 rispetto allo stesso mese del 2025, sei pensionati su dieci vivono con meno di 750 euro mensili. È il quadro che emerge dagli ultimi dati Istat sulle Marche. Sempre più a rischio, la tenuta sociale con il carovita, le bollette che aumentano, la sanità che costa.

Santarelli, Cgil Marche: “È il tempo delle risposte alle famiglie, ai lavoratori e ai soggetti più fragili”

La Cgil e lo Spi delle Marche, di fronte a tale scenario, chiedono con forza alla Giunta regionale di attivarsi per una svolta urgente che rispecchi i principi di giustizia sociale e redistribuzione del reddito. Dichiara Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche: “È il tempo delle risposte alle famiglie, ai lavoratori e ai soggetti più fragili: sono sei anni che chiediamo un confronto su questi temi, ora vogliamo risposte o sarà mobilitazione”. Secondo Massimo Girolami, segretario generale Spi Cgil Marche, “il disagio crescente che percepiamo tutti i giorni sul territorio grava su dipendenti e pensionati: è il momento del confronto e di avere risultati”.

Le proposte di Cgil e Spi Marche

La Cgil e lo Spi Marche, di fronte a tale emergenza, individuano alcune proposte. Anzitutto, la rimodulazione dell’addizionale regionale Irpef che corrisponda realmente al principio costituzionale della progressività affinché i redditi più elevati contribuiscano in misura maggiore, permettendo di ridurre la pressione fiscale su chi percepisce pensioni minime o bassi salari. Le risorse così recuperate dalla Regione, attraverso la maggiore progressività fiscale, potranno confluire, senza disperdersi, in un Fondo regionale specifico e vincolato per il contrasto alle povertà. Il tutto per fornire risposte immediate alle emergenze sociali come il sostegno diretto al reddito, l’emergenza abitativa (contributi affitto e fondo morosità incolpevole) fino al finanziamento aggiuntivo dei servizi sociali comunali, oggi in forte difficoltà.

Per il sindacato occorre poi rivedere il sistema dei ticket sanitari: ampliare le fasce di esenzione Isee e inserire tipologie specifiche di soggetti svantaggiati (vedi lavoratori in cassa integrazione o mobilità in deroga) è una delle possibilità concrete per garantire il diritto universale alla salute. La scelta del governo di togliere il bollo auto, che causerà un taglio alle entrate regionali stimato in circa 80 milioni di euro, determinerà una forte riduzione di servizi welfare e sanità. La Cgil e lo Spi Marche esprimono una forte preoccupazione: c’è il rischio che tale riduzione di entrate al bilancio regionale abbia riflessi negativi sulla vita dei cittadini con il taglio di servizi. Per questo, si chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto sul bilancio con la Giunta regionale affinché siano adottate scelte coraggiose, responsabili e condivise.