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resistenza

La rivolta

Pane, pace e libertà

Ilaria Romeo

Tra il 5 e il 17 marzo 1943, le fabbriche torinesi sono bloccate da una protesta che coinvolge 100.000 operai. Dietro alle rivendicazioni economiche, le agitazioni hanno un chiaro intento politico e cioè la fine della guerra e il crollo del fascismo. Un’ondata che da Torino si estende alle principali fabbriche del Nord Italia. È l'inizio di una serie di proteste con cui il mondo operaio reagisce al regime e all'occupazione nazifascista

Lo sciopero

Fabbriche di Resistenza

Ilaria Romeo

Il 1° marzo 1944 i lavoratori delle regioni d’Italia ancora occupate si fermano. A Torino si astengono da ogni attività le tute blu della Fiat, in Lombardia quelle dell’Alfa Romeo, della Breda, della Ercole Marelli, della Falck, della Innocenti, della Isotta Fraschini e della Dalmine. Alla protesta partecipano anche gli operai toscani delle Officine Galileo e della Pignone; in Emilia Romagna quelli delle Officine Meccaniche Reggiane e della Ducati