Il trasporto pubblico locale in Romagna rischia di perdere corse dal 2027. A lanciare l’allarme sono Filt Cgil e Cgil di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, dopo le dichiarazioni del presidente di Start Romagna, Andrea Corsini, riportate dalla stampa sui rincari del carburante e sulla necessità di nuovi finanziamenti per evitare una riduzione dei servizi.

Secondo quanto riferito da Corsini, i costi del carburante passerebbero da 8 a oltre 10 milioni di euro, con un aggravio di circa 2,5 milioni. In assenza di risorse aggiuntive, l’azienda potrebbe quindi intervenire sui chilometri di servizio a partire dal prossimo anno.

Per le organizzazioni sindacali, però, ridurre le corse non può essere la risposta alla crisi del settore. Una scelta del genere avrebbe conseguenze dirette sulla mobilità quotidiana di lavoratrici e lavoratori, studenti e anziani, soprattutto in un territorio caratterizzato anche dalla presenza di aree interne e montane.

Biglietti più cari, ma il servizio rischia di diminuire

I sindacati ricordano che dal 1° giugno 2026 le tariffe del trasporto pubblico locale sono già aumentate. Per Filt e Cgil, non è accettabile che agli utenti venga chiesto un contributo economico maggiore mentre si prospetta anche una riduzione delle corse.

Il problema, sottolineano, non riguarda soltanto l’equilibrio dei conti aziendali, ma il ruolo del trasporto pubblico come strumento di coesione sociale e territoriale. In Romagna, garantire collegamenti adeguati significa assicurare alle persone la possibilità di raggiungere il lavoro, la scuola e i servizi, anche nei centri più periferici.

A pesare sui bilanci di Start Romagna ci sarebbe inoltre il costo dei rinnovi contrattuali. Secondo i dati richiamati dalle organizzazioni sindacali, l’azienda si farebbe carico di circa un milione di euro, pari al 25 per cento della quota non coperta dal governo. Un onere che, insieme all’aumento del prezzo dei carburanti, non può ricadere soltanto sull’azienda.

La richiesta di un tavolo interprovinciale

Per affrontare la situazione, Filt Cgil e Cgil chiedono a Start Romagna di non procedere unilateralmente con eventuali tagli e sollecitano i Comuni ad aprire immediatamente un tavolo interprovinciale che coinvolga Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, insieme all’azienda e alle parti sociali.

L’obiettivo è affrontare quella che i sindacati definiscono una crisi strutturale del trasporto pubblico locale, arrivata a un punto critico, attraverso un confronto sulle risorse disponibili, sulle priorità e sulle prospettive del servizio.

Le richieste riguardano innanzitutto il rispetto dell’impegno del governo a coprire integralmente i costi dei rinnovi contrattuali e lo stanziamento di nuovi finanziamenti per il settore. Le organizzazioni sindacali ricordano inoltre che oggi la bigliettazione copre soltanto il 30 per cento del costo del servizio.

Al centro del confronto dovranno esserci anche la difesa e il miglioramento del contratto di servizio e la tutela delle condizioni di lavoro. Per le tre strutture territoriali, è necessario costruire una posizione comune tra istituzioni, azienda e parti sociali, capace di superare la logica degli interventi emergenziali e di programmare gli investimenti necessari.

Filt Cgil e Cgil di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini confermano la propria disponibilità a partecipare al tavolo, con l’obiettivo di condividere le scelte future e affrontare le trasformazioni energetiche, ambientali e sociali che stanno cambiando il sistema della mobilità pubblica.