“La solidità del credito cooperativo deve tradursi in benefici per chi lavora, per le comunità e per l’economia reale. Rafforzare i gruppi bancari non può significare indebolire il radicamento territoriale, l’autonomia delle Bcc e la partecipazione”. È quanto afferma il segretario nazionale della Fisac Cgil, Riccardo Sanna.

“I temi posti recentemente dal presidente della Federazione lombarda delle Bcc Azzi - aggiunge - sul rapporto tra capogruppo e banche affiliate, sulla proporzionalità e sul contratto di coesione richiamano un problema reale: le decisioni non possono arrivare dall’alto quando sono già definite. Occorre rafforzare il confronto preventivo, dando voce anche alle lavoratrici e ai lavoratori. Non si può chiedere proporzionalità per le banche e applicare alle persone gli stessi obiettivi commerciali e gli stessi carichi indipendentemente dagli organici e dalle condizioni di lavoro”.

"La mutualità, inoltre, - prosegue il segretario nazionale Fisac - deve essere verificata anche nelle capogruppo, rendendo pienamente operativi i controlli previsti dalla legge. Questa previsione deve essere resa pienamente operativa. La mutualità non può essere controllata solo nelle singole Bcc, lasciando fuori dal campo di osservazione i luoghi nei quali vengono assunte molte decisioni che ne determinano concretamente l'attività”.

Quanto all’intelligenza artificiale, prosegue Sanna, “il governo centrale della tecnologia non può diventare un governo unilaterale del lavoro. Prima di automatizzare attività considerate a basso valore aggiunto bisogna valutarne gli effetti su occupazione, competenze e qualità del servizio. Servono trasparenza, controllo umano, formazione certificata durante l’orario di lavoro e confronto sindacale preventivo”.

Per il segretario nazionale della Fisac Cgil, “il rinnovo del contratto nazionale sarà il banco di prova. Salario, 35 ore a parità di retribuzione, rafforzamento degli organici, delle professionalità e governo negoziato dell’innovazione sono tasselli di una stessa strategia. La produttività raggiunta dal sistema deve migliorare le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi, mantenendo la mutualità al centro del credito cooperativo, anche attraverso una rinnovata bilateralità”.